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2004, un anno cerniera” “

Il 30 e 31 ottobre ” “si è tenuta a Bruxelles la sessione plenaria d’autunno della Comece ” “” “

Non solo “radici cristiane”. Per costruire un’Europa che va ampliando i propri confini a Oriente e verso il Mediterraneo, coesa al suo interno, “motore” di una politica internazionale di pace, occorre agire a tutto campo. A partire dalla stesura di una Costituzione “che riconosca i valori di fondo e gli obiettivi comuni dell’Unione europea, ma anche attraverso concrete e ambiziose politiche di sviluppo economico, sociale e culturale”. La sessione plenaria d’autunno della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), riunita a Bruxelles il 30 e 31 ottobre, ha affrontato i molteplici aspetti del processo di allargamento dell’Ue, con un’attenzione particolare ai lavori della Conferenza intergovernativa. L’eredità cristiana e le altre religioni. “I vescovi – spiega mons. Josef Homeyer, tedesco, presidente della Comece – hanno discusso a fondo della futura Costituzione europea, apprezzando nel suo insieme la bozza di Trattato emersa dalla Convenzione. Un successo della Conferenza intergovernativa a questo punto non è solo auspicabile, ma anche possibile”. L’assemblea Comece, alla quale era presente per la prima volta un rappresentante della Chiesa statunitense, ha preso conoscenza dei termini in cui le questioni religiose sono menzionate nel progetto costituzionale. Valutazioni positive sono state espresse sulla formulazione dell’articolo 51: “esso – afferma Homeyer – affronta positivamente le relazioni tra Unione e Chiese ribadendo il principio della libertà religiosa e definendo un dialogo strutturato tra i due soggetti. Ci attendiamo ora un riconoscimento esplicito delle radici cristiane dell’Europa nel preambolo della Carta costituzionale. Siamo di fronte, infatti, ad un patrimonio storico del continente: tale riconoscimento non rimetterebbe certo in discussione la laicità delle istituzioni comunitarie. La citazione dell’eredità cristiana non sminuirebbe nemmeno l’apporto di altre religioni o di altre tradizioni di pensiero alla storia d’Europa, che potrebbero a loro volta essere menzionate nel preambolo”. L’Europa, i suoi “vicini” e l’allargamento. Il processo di allargamento dei confini comunitari, che nel corso del 2004 porterà l’Ue da 15 a 25 Stati membri, è stato altresì al centro dei lavori dell’assemblea. Mons. Adrianus van Luyn (Paesi Bassi), vice presidente Comece, ribadisce a margine della plenaria “l’interesse della Commissione degli episcopati della Comunità riguardo i rapporti tra Unione, Paesi del Mediterraneo e Stati orientali. È evidente che per costruire un’Europa più grande si deve dedicare estrema attenzione agli aspetti economici e sociali e alla tutela dei diritti delle persone. I vescovi si sono addentrati anche su argomenti particolarmente critici, come le migrazioni, la sicurezza, la cooperazione internazionale e il dialogo interreligioso”. Durante la conferenza stampa tenuta al termine dell’assemblea, è stato ribadito che i vescovi europei “apprezzano quei progetti della Commissione che promuovono il dialogo tra religioni e culture dell’Unione e dei suoi vicini”. Essi domanderanno all’esecutivo di assicurare, “nel rispetto del principio di sussidiarietà, che i rappresentanti delle tre principali religioni monoteiste abbiano un posto proprio e autonomo in questo dialogo”. Il 2004, anno di svolta per l’Europa. L’assemblea dei vescovi ha inoltre approvato un calendario di appuntamenti per il 2004, definito da mons. Hippolyte Simon (Francia, vicepresidente Comece) “un anno ‘cerniera’ nella storia dell’integrazione europea”. Per rimarcare “l’importanza dell’adesione di 10 nuovi Stati all’Ue e dell’adozione della Costituzione europea – spiega Simon – la Comece sta organizzando una serie di avvenimenti a Santiago di Compostela. In particolare si terrà un pellegrinaggio dal 17 al 24 aprile verso il santuario di San Giacomo”. Nell’ambito del pellegrinaggio è previsto un congresso il 22 e 23 aprile sul tema “La responsabilità dei cattolici e il progetto europeo”, in cui si farà riferimento al documento Comece del giugno scorso intitolato “Apriamo i nostri cuori”. Tutto si chiuderà con la sessione primaverile dell’assemblea Comece.