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Una ferita per tutti i cristiani” “

Amarezza per la consacrazione ” “di un vescovo anglicano che si dichiara gay ” “” “

Dopo mesi di dibattiti, il reverendo Gene Robinson, che da 14 anni convive con un compagno, è stato nominato vescovo della diocesi del New Hampshire, negli Stati Uniti. Robinson diventa così il primo vescovo della Comunione anglicana che si è dichiarato apertamente gay. La sua consacrazione ha però provocato forti spaccature all’interno del mondo anglicano, tanto che l’agenzia di informazione “Anglican Communion News Service” (che ha sede a Londra) ha parlato di uno dei “momenti più controversi e movimentati nella storia della Comunione anglicana”. La cerimonia. Oltre 3 mila persone si sono riunite nel centro “Whittemore” di Durham per partecipare alla cerimonia (durata tre ore) di consacrazione a vescovo del reverendo Robinson. Erano presenti anche 54 vescovi e ospiti ecumenici. Ad un certo punto, il vescovo Griswold che ha presieduto la cerimonia ha chiesto all’assemblea se c’era qualcuno che era a conoscenza di ragioni per cui il reverendo Robinson non sarebbe dovuto diventare vescovo. La prima a prendere la parola è stata Meredith Harwood della Chiesa episcopaliana, che ha detto: “È questo un atto di sfida, destinato a provocare divisioni. La grande maggioranza degli anglicani nel mondo intero ci ha chiesto di non prendere questa decisione che è vista da molti come uno scandalo. Siamo rimasti sordi a queste richieste”. Il reverendo David Bena, vescovo della diocesi di Albany (New York) ha letto un comunicato sottoscritto da altri 38 vescovi della Chiesa episcopaliana nel quale, tra l’altro, si afferma: “è impossibile presentare a candidato un vescovo, simbolo di unità, la cui consacrazione è causa di divisione dell’intera Comunione anglicana”. La parola dell’Arcivescovo di Canterbury. In molti hanno chiesto in questi giorni un intervento dell’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams. “Si era pienamente consapevoli – si legge in un suo comunicato diffuso da Londra – che la consacrazione di Gene Robinson nel New Hampshire avrebbe provocato serie conseguenze per la coesione della Comunione anglicana”. Per questo, aggiunge Williams, nell’ultimo incontro dei leader anglicani che si è tenuto il mese scorso “si era chiesto l’istituzione di una Commissione che avrebbe dovuto esaminare queste conseguenze in profondità. La scorsa settimana sono stati annunciati i nomi dei membri che faranno parte del gruppo di studio e non vedo l’ora di venire in contatto con loro e con gli sviluppi del loro lavoro”. “È chiaro – ha aggiunto Williams – che chi ha consacrato Gene Robinson ha agito in buona fede”. “L’autonomia delle province anglicane – ha spiegato il primate – è un principio importante. Ma proprio perché siamo legati da una rete di relazioni molto più che da una serie di regole, consultazioni e interdipendenza sono essenziali per noi”. “Dobbiamo lavorare molto – ha concluso l’arcivescovo – per dare nuova sostanza a questo e pregare perché siano la saggezza, la pazienza e il coraggio a muoverci in avanti”. Un commento dalla Chiesa cattolica. “Parole semplici e chiare che riaffermano l’impegno pastorale ed ecumenico nella sua originaria fonte e la sua ispirazione fondante. Parole che invitano alla speranza”: mons. Elio Bromuri, esperto italiano di dialogo ecumenico, condivide le dichiarazioni dell’arcivescovo di Canterbury e precisa: “E’ uno scandalo nel senso forte del termine, e l’arcivescovo Williams si trova a condurre un’azione di mediazione e d’ammonimento tesa salvaguardare quel tanto d’unità possibile in un’istituzione nella quale i criteri di riferimento ecclesiastici sono molto labili. Basti pensare che il parere della maggioranza dei ‘primati’ delle Chiese anglicane, contraria all’ordinazione di Robinson, non è stato seguito. Lo scandalo consiste, come per la altre questioni che dividono le Chiese, nel non tenere nel debito conto la principale nota di fedeltà e credibilità della Chiesa: l’unità (‘una, santa, cattolica e apostolica’)”.