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Germania, la casa di tutti” “

Colonia: un luogo aperto a tutti, ” “non un gruppo di amici” “” “

Colonia: una città multietnica in cui convivono molte nazionalità e culture. La Chiesa cattolica ha reagito alla presenza dei numerosi stranieri con lo sviluppo di una pastorale che tenga conto dei gruppi linguistici e culturali: tra i risultati di questo lavoro vi sono funzioni celebrate in diciassette lingue. Di questa particolare realtà ci parla don Isidro Maldonado , sacerdote responsabile della pastorale dei cattolici di lingua spagnola a Colonia. Nel maggio scorso, a proposito delle metropoli europee, il Papa ha scritto “è importante che le metropoli europee brillino di nuovo splendore con il loro impegno verso la santità”…. “Non solo possono, le parrocchie debbono giocare un ruolo importante. In generale, mi sembra che ci sia bisogno di impulsi e di entusiasmo. Questo perché ci sono delle comunità con una vita pastorale veramente esemplare. La parrocchia deve essere la casa di tutti, di tutta la comunità; non deve essere qualcosa di privato quanto piuttosto un’istituzione pubblica che manifesta i valori del Vangelo nella società-territorio cui appartiene. Non deve trasformarsi in un gruppo di amici, dove si trovano sempre gli stessi senza apertura, senza attenzione al dialogo, senza l’invito costante e l’accoglienza”. In che modo le parrocchie possono “aprire le porte a Cristo”? “L’apertura appartiene alla stessa essenza ecclesiale. Qual è la parrocchia-comunità ecclesiale che tiene chiuse le sue porte a Cristo? Se fosse così, non sarebbe una comunità cristiana, e tantomeno cattolica”. In molte metropoli europee, come anche a Colonia, vi è un “melting pot” di culture e popoli: esistono nuovi modi e “linguaggi” da utilizzare per incontrare ed evangelizzare la gente? “Per sentirsi accolti in una comunità, soprattutto nelle città in cui convivono diverse culture, è molto importante la sintonia culturale e idiomatica. In particolare, la lingua materna è fondamentale nella trasmissione della fede e dei valori evangelici. Se il Vangelo è universale, non ha ragion d’essere alcun particolarismo assoluto, se non il riconoscimento dell’universalità”. Il Papa ha esortato a “non avere paura di portare il Vangelo di Cristo nelle case e nelle famiglie di questa città e di tutto il Paese”. Pensa che la parrocchia abbia questo coraggio? “L’origine e il fine di una comunità cristiana è la trasmissione della fede, l’evangelizzazione. Si evangelizza con opere e parole insieme. Tutta la comunità deve comunicare la Parola di Colui che è il suo fondamento e deve testimoniarla amando nella normalità di ogni giorno”. Qual è la sua esperienza a Colonia? “Questa è una comunità piena di speranza. La missione cattolica di lingua spagnola riunisce persone di tutto il mondo. E ciò che unisce tutti quanti, indipendentemente dalla razza e dalla lingua, è Gesù Cristo. È bellissimo vedere come si progredisce nell’esperienza della comunione ecclesiale. Da quando sono arrivato in questa comunità il mio obiettivo è stato fare comunione tra persone giunte da ogni angolo della terra. A volte è complicato. Si viene da culture, da ambienti diversi, portandosi dietro i propri problemi; ma nonostante le difficoltà che sorgono puntualmente, è molto gratificante sperimentare e vedere come siano possibili l’aiuto e la condivisione, in breve: vivere la fraternità”.