Con 343 voti favorevoli, 19 contrari e 57 astensioni il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, ha approvato, il 23 ottobre scorso, una risoluzione che invita sia il Governo israeliano sia l’Autorità nazionale palestinese (Anp) a proseguire il processo di pace in Medio Oriente secondo il percorso tracciato dalla road map. Qualora essa fallisse, si dovrebbe stabilire un mandato internazionale sotto l’autorità del Quartetto (Onu, Ue, Usa, Russia) che preveda il dispiegamento di una forza internazionale sul terreno. I parlamentari si rammaricano del fatto che si sia interrotta l’evoluzione positiva cominciata in Medio Oriente dopo il 30 aprile, con la ripresa dei colloqui fra il Governo israeliano e l’Autorità palestinese, e che siano ricominciati gli scontri violenti. Essi chiedono all’Anp di sostenere il nuovo Governo incaricato di riorganizzare le forze di sicurezza, di intraprendere sforzi concreti e visibili per smantellare le organizzazioni terroristiche, di attuare le riforme già annunciate, di affrontare il tema del diritto al ritorno dei profughi e di organizzare elezioni libere e trasparenti. Al Governo israeliano viene chiesto di ritirare l’esercito dai territori autonomi, di porre fine agli “assassinii mirati” e di congelare qualsiasi attività di colonizzazione nonché la costruzione del muro di sicurezza. Il Parlamento ribadisce la condanna di qualunque atto di terrorismo, stigmatizzando anche la repressione militare contro la popolazione civile. L’assemblea condivide la decisione del Consiglio di classificare come organizzazione terroristica anche il braccio politico del movimento radicale islamico Hamas. Viene poi censurata la politica israeliana di sequestri ed esecuzioni extragiudiziali, di cui si chiede la cessazione immediata. Il Parlamento, nel ricordare che Yasser Arafat è stato eletto democraticamente, ribadisce il diritto del popolo palestinese a scegliere da solo i propri dirigenti. La risoluzione chiede un coinvolgimento più forte dell’Unione nella mediazione del conflitto, attraverso tutti i mezzi a sua disposizione, in particolare mediante l’adozione, da parte del Consiglio europeo, di una posizione comune ferma e decisa, nonché attraverso un maggiore intervento da parte dell’Alto Rappresentante e dell’inviato speciale per la regione. Il Parlamento propone infine al Quartetto e alle parti in conflitto di proclamare la città di Gerusalemme patrimonio culturale e religioso dell’umanità e doppia capitale dello Stato di Israele e del futuro nuovo Stato palestinese.