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Si è svolto il 22 ottobre il dibattito straordinario sulla politica europea in materia di immigrazione ed asilo, convocato dalla Presidenza italiana dell’Ue a seguito dei recenti tragici fatti di Lampedusa ma soprattutto per la chiusure manifestate dai Paesi del Nord Europa sulla necessità che l’Ue si assuma costi e gestione di un fenomeno che non può più essere disciplinato dai singoli Paesi. Davanti alla plenaria dell’Europarlamento riunito a Strasburgo, il Presidente di turno dell’Unione Silvio Berlusconi ha confermato le decisioni assunte in materia di immigrazione dal recente Vertice di Bruxelles: creazione di una Agenzia europea per il controllo delle frontiere, rafforzamento della lotta all’immigrazione clandestina ma anche adozione di “politiche comuni di accoglienza per chi entra nell’Unione legalmente”. Secondo la presidenza italiana, infatti, “l’Europa cristiana e civile non può chiudersi di fronte a quanti guardano al nostro Continente come a una terra promessa di fronte alla miseria dei Paesi di origine. È dunque sì necessaria una politica di controlli rigorosi ma è altrettanto importante che l’Europa si muova nel solco della solidarietà e di una politica di accoglienza. La perdita di tante vite umane che cercavano con la forza della disperazione un futuro migliore deve indurre l’Europa a rafforzare la collaborazione reciproca per scongiurare questa tragedie”. Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, nel corso del dibattito ha affermato che “non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle tragedie dell’immigrazione”, confermando il sostegno dell’esecutivo al varo della politica europea per l’immigrazione e l’asilo ed invitando tutti gli Stati membri – compresi i candidati – a parteciparvi.