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La tragedia dei bambini soldato (300mila) all’assemblea Acp-Ue. Negli anni novanta, più di due milioni di bambini sono morti a causa di conflitti armati, più di un milione è rimasto orfano, più di sei milioni sono stati gravemente feriti o resi permanentemente disabili e oltre dieci milioni hanno riportato gravi traumi psicologici. Il numero di bambini vittime di guerre continua ad aumentare e il loro utilizzo si è allargato con lo sviluppo delle armi leggere. A riguardo l’assemblea parlamentare paritetica Acp-Ue, lo scorso 15 ottobre a Roma, ha approvato all’unanimità una relazione sui diritti dei bambini e in particolare dei bambini soldato. Tutela dei minori anche nella Costituzione Ue. L’assemblea parlamentare Acp-Ue riunisce i parlamentari dei 77 paesi Acp (Africa, Caraibi e Pacifico) e i 77 omologhi deputati al Parlamento europeo. Obiettivo dell’assemblea è di promuovere l’interdipendenza tra Nord e Sud del mondo, i diritti dell’uomo e la democrazia. Proprio in tale direzione l’assemblea si è impegnata “ad esercitare pressioni sui rispettivi governi e parlamenti affinché i diritti dei bambini divengano finalmente priorità comune, e in particolare la lotta contro la povertà e le diverse forme di violenza”. A tal fine viene anche invitata la Conferenza intergovernativa dell’Unione ad “inserire nel Trattato una base giuridica volta a promuovere e a tutelare i diritti dei bambini quali sono sanciti nel diritti internazionale” e “nella legislazione dell’Ue”. Appello agli Stati impiegati in conflitti armati. Il testo approvato dall’assemblea parlamentare Acp-Ue affronta le principali questioni attinenti ai diritti dei fanciulli: la salute e la nutrizione, i bambini e i conflitti armati, le violenze e gli abusi, la tratta dei minori, il rapporto con la famiglia. Ciò in relazione anche a quanto riferito nel novembre dello scorso anno dal segretario generale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, secondo il quale 600 milioni di bambini nel mondo vivono in situazione di estrema povertà, 2 milioni muoiono ogni anno per malattie facilmente curabili, 125 milioni non sono scolarizzati, 250 milioni dai 5 ai 14 anni lavorano, 120 milioni lavorano in strada. Oggi 300mila bambini nel mondo sono impiegati come soldati dalle forze governative e dai gruppi di opposizione armati, in particolare in diversi Paesi africani quali l’Uganda settentrionale, la Liberia, la Repubblica democratica del Congo, il Burundi, la Costa d’Avorio e la Somalia. E proprio a tali governi l’assemblea rivolge un appello particolare: “porre immediatamente fine al reclutamento e all’impiego dei bambini soldato”. Le ragazze soldato, la salute e la famiglia. In aggiunta il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri sono sollecitati a stabilire norme sull’età minima per il personale civile e militare dell’Ue, a mantenere come priorità specifica la questione delle ragazze soldato, particolarmente vulnerabili alla violenza e agli abusi, ad attuare misure specifiche laddove non si riscontrino sostanziali progressi, quali, per esempio, sanzioni sul commercio delle risorse naturali, sospendere sostegno economico. Le politiche sanitarie della Commissione e dei Paesi dell’Unione dovranno poi porre particolare attenzione ai bambini e ai giovani “per vincere la lotta contro le malattie”, stanziando anche “maggiori finanziamenti per il Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria e per azioni in ambito demografico e sanitario” In ultimo, la politica istituzionale, civile, sociale, economica, dovrà “assumere come scelta prioritaria la famiglia e i bambini al suo interno per correggere l’evidente squilibrio della società che in sede europea tende ad enfatizzare gli aspetti economici affievolendo la tutela sociale”.