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“Credo che gli eventi odierni segnino un importante passo avanti nel cammino verso una pace giusta e duratura. Sono la prova che i progressi si acquisiscono con il dialogo e che la fiducia si costruisce laddove vi è un sincero impegno per il conseguimento del bene comune, tema centrale della richiesta che il Papa ha rivolto al popolo dell’Irlanda quando ha visitato il nostro Paese venticinque anni fa”. Così il 21 ottobre mons. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, ha commentato la ripresa del processo di pace e l’accordo del giorno precedente (20 ottobre) dei leader cattolici e protestanti dell’Ulster sul ripristino dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord (sospesa nell’ottobre 2002) i cui nuovi membri verranno eletti il prossimo il 26 novembre. “La combinazione di parole e azioni dimostrata – ha affermato il primate – fornisce solide ragioni per sperare e ritenere che i giorni bui appartengono al passato e che la stabilità, l’equità e la pace cui anela la popolazione dell’Irlanda del Nord sono ora a portata di mano”. “Accolgo ben volentieri la notizia delle elezioni del 26 novembre – ha aggiunto -. L’annuncio indica la volontà delle parti politiche di far funzionare gli Accordi del Venerdì Santo (che il 15 aprile 1998 avevano dato vita all’Assemblea parlamentare dell’Irlanda del Nord, ndr.)”. Ma la speranza è durata poche ore: nella serata del 21 ottobre David Trimble, leader degli unionisti, ha dichiarato che “non sono state ancora raggiunte le condizioni necessarie” per proseguire nel processo di distensione a motivo della scarsa trasparenza dell’Ira (l’esercito repubblicano irlandese) nelle operazioni di disarmo.