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Voci e volti di popolo (2)” “

Prosegue il servizio per raccontare le esperienze e i progetti di comunità parrocchiali di piccole e grandi città europee (la prima parte è stata pubblicata su Sir 68/2003).” “” “

Bulgaria, una comunità “multinazionale”. La parrocchia di “S. Giuseppe” a Sofia è l’unica parrocchia cattolica di rito latino nella capitale bulgara e qui convivono comunità di diverse nazionalità, con una grande presenza di fedeli polacchi, italiani e croati. Per ognuno di questi gruppi c’è una pastorale diversa nella propria lingua e tradizione, in modo da continuare gli aspetti caratteristici della propria fede. C’è ad esempio “L’ora con la Vergine Maria” dei polacchi, che è un’ora di preghiere e canti dedicati alla Madonna, “La domenica polacca” e “La domenica italiana” (giornate nelle quali si riuniscono anche connazionali che abitano fuori città). I croati hanno una organizzazione chiamata “Janevo” che coordina le loro iniziative, mentre quella dei polacchi si chiama “Missione cattolica polacca”. “I preti che lavorano da noi – spiega il parroco padre Cristoforo Kujok – devono essere molto aperti per poter comunicare ed accettare le diverse mentalità, tradizioni e culture”. “Una difficoltà – continua padre Kujok – è che i parrocchiani sono sparsi in tutta la città e questo impedisce a tanti di partecipare più attivamente alla vita della parrocchia. Poi c’è la tendenza ad occupare il weekend con corsi supplementari, picnic, ecc.” Un altro problema è l’anonimato dei parrocchiani in una grande città. A Sofia ci sono tanti cattolici che hanno problemi con la loro identità religiosa a causa dei molti anni passati all’ombra del comunismo. Adesso con la ricostruzione della nuova cattedrale si spera di contribuire anche a dare un volto ai cattolici della città. Ad aiutarli nell’approfondimento della fede c’è la cosiddetta “catechesi” per adulti, a cui partecipano anche ortodossi ed atei curiosi di conoscere meglio la fede cristiana e la realtà cattolica. “Noi non facciamo conversioni – dice padre Cristoforo – ma con piacere istruiamo alla fede e siamo contenti se gli ortodossi desiderano ritornare nella Chiesa ortodossa dopo aver riscoperto la loro fede”. Purtroppo, essendo Paese di minoranza cattolica, in Bulgaria in gran ritardo giungono i documenti del Magistero, i nuovi libri. Per questo la parrocchia diventa importante anche come centro di comunicazione con il resto del mondo cattolico. Italia, preti e laici in onda e “on line”. A Nichelino, periferia di Torino (Italia), c’è una “una parrocchia radiofonica per chi non può frequentare fisicamente quella vera”. “Nel 1979 – dice il parroco don Gariglio – abbiamo acceso la radio con alcuni animatori della parrocchia: non avevamo grandi aspettative, ma da allora nessuno è più riuscito a spegnerci”. Negli anni, Radio Nichelino Comunità si è inserita nella vita del quartiere ed ora copre buona parte della regione. “Fin dalle origini – aggiunge il parroco – la radio si è posta come strumento di assistenza informativa, culturale, e religiosa: luogo di aggregazione, di incontro, confronto e formazione. Il segreto? Farsi eco della vita parrocchiale a tutti coloro che, per diversi motivi, si trovano altrove”. Il palinsesto prevede, tra i molti servizi, anche la trasmissione di due messe al giorno (in diretta dalla chiesa parrocchiale) e – nei periodi forti dell’anno liturgico – offre l’opportunità degli esercizi spirituali “a domicilio”. Sempre in Italia, nella parrocchia di Sant’Agostino di Modugno, diocesi di Bari, con lo slogan “Un tempio fuori dal tempio”, la comunità ha cercato – con il sito – di affiancare all sala della comunità (che ospita regolarmente serate, convegni culturali e attività parrocchiali) un luogo virtuale di incontro, vero e proprio ponte con chi non frequenta la parrocchia. “Siamo partiti soltanto nel febbraio scorso – sottolinea un educatore – ma in questi mesi abbiamo già attivato alcuni servizi on line, dalla rubrica ‘Il parroco risponde’ a una mailing list dedicata alla spiritualità in tempo di Quaresima”. Nei prossimi mesi il sito si farà conoscere sulla rete con l’inserimento nei principali motori di ricerca. Le due esperienze, sono state presentate con altre, al convegno su “Parrocchia e comunicazione” promosso dalla Conferenza episcopale italiana dal 12 al 14 ottobre.