Nei giorni 4 e 5 ottobre i membri della Commissione Affari Sociali della Comece hanno tenuto il loro incontro su “Riflessioni dal punto di vista dell’etica sociale sulla solidarietà nell’Unione Europea e il dibattito sulle future prospettive finanziarie dell’Unione Europea”. P resentiamo una nota a conclusione dell’incontro. Il tema trattato in questi due giorni è attuale per diversi motivi. Lo è innanzitutto per la natura stessa del processo di integrazione europea: sarebbe difficilmente pensabile l’Europa di oggi se fin dall’inizio non fosse stata presente la necessità di relazioni stabili finalizzati ad evitare disparità economiche tra gli Stati appena usciti da un inizio secolo così bellicoso. Ad esprimerne ulteriormente tale aspetto connaturale alla costruzione di un’Europa piú unita, vi è il riferimento esplicito nei trattati europei così come nel progetto di trattato costituzionale preparato dalla Convenzione e presentato alla Cig di Roma. Partendo da questi elementi il tema si presenta utile per una riflessione sulla fedeltà dell’Unione europea a ciò che gli avvenimenti storici propongono all’attenzione delle sue scelte. Proprio in quest’anno, infatti, la Commissione europea sta elaborando i nuovi principi per il quadro finanziario che sarà adottato per il periodo successivo al 2006. Ed è in stretto riferimento a questo che si ripresenta nella sua attualità il riferimento all’ingresso dei nuovi Stati membri. Indubbiamente questa nuova tappa che segna l’ampliamento della Comunità europea richiede la capacità di mettere insieme alcuni fattori: oltre a determinare la quantità dei finanziamenti, vi è anche una responsabilità nella “qualità” dei finanziamenti. In questo senso la solidarietà non può esprimersi al di fuori di una responsabilità reciproca tra i soggetti in causa. Rimane a sintesi dei lavori quanto affermato all’inizio della sessione dal già Ambasciatore del Belgio presso l’Ue, Philippe De Schoutheete “anche la solidarietà ha un costo”.