Slovacchia: "una stella di speranza"” “

“Questo pontificato – afferma mons. Marian Gavenda, portavoce della Conferenza episcopale slovacca – rispecchia il ritmo vitale della nostra storia. Quando Giovanni Paolo II è sulla cattedra di Pietro, vi appare una stella della speranza. Ciò accresce in noi una consapevolezza: il Papa ci é vicino, è vicino alla nostra mentalità. A noi slovacchi, egli che ha vissuto e svolto la pastorale sotto lo stesso regime, dà consolazione e coraggio. Accanto al suo contributo all’abbattimento dei regimi totalitari, abbiamo percepito un nuovo ‘soffio dello Spirito’ che rinnova la Chiesa e, soprattutto tra i giovani, un risveglio dell’entusiasmo e del coraggio. Dopo il crollo della cortina di ferro, migliaia di pellegrini con entusiasmo hanno realizzato la possibilità, a lungo sognata, di andare a Roma e poter incontrare personalmente il Papa. Giovanni Paolo II è vivamente presente nel ritmo quotidiano della vita ecclesiale: in tanti offrono ogni giorno per il Papa le loro fatiche, malattie, dolori e preghiere. Come padre ci avverte dei pericoli, la sua personalità introduce concordia nelle tensioni politiche. Con il suo insegnamento ed esempio ci incoraggia ad accogliere con fiducia e generosità le sfide che ci stanno davanti”.