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Insieme contro le nuove schiavitù” “

Ccee- Secam: preoccupazioni e impegni dopo Dakar ” “

La lotta all’Aids è stato uno dei temi principali della XIII Assemblea plenaria delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam), che si è appena conclusa a Dakar, Senegal (30 settembre – 13 ottobre 2003). I circa 120 partecipanti – presidenti e delegati delle Conferenze episcopali nazionali e regionali (tra cui rappresentanti delle Conferenze episcopali di Europa e America), delegati di organismi di solidarietà, esperti – hanno dedicato due giorni a riflessioni e scambi di esperienze pastorali sulla piaga dell’Aids che affligge il continente. L’assemblea pubblicherà presto un messaggio con un piano d’azione e orientamenti pastorali. Contro “l’Africa dei capi di guerra”. Nel rapporto triennale di attività il presidente uscente del Secam mons. Mosengwo Pasinya ha anche attirato l’attenzione sulla situazione socio-politica dell’Africa denunciando un grave fatto che sta passando inosservato all’opinione pubblica mondiale: “I grandi gestori della geopolitica hanno assunto l’abitudine di sostituire ‘l’Africa dei colonnelli’ con ‘l’Africa dei capi di guerra’: a poco a poco si mettono i Paesi nelle mani di persone che hanno commesso crimini nel passato. L’Africa non ha nulla di meglio da offrire al mondo?” E ha concluso: “Questa situazione pone dei problemi etici e morali che pare non preoccupino i politici. Ma devono inquietare tutte le coscienze cristiane e quelle dei vescovi in particolare”. Dalla schiavitù alla conquista di una “umanità nuova”. Per dimostrare la volontà di rinnovamento delle coscienze cristiane, i vescovi hanno compiuto un gesto storico, recandosi in pellegrinaggio all’isola di Gorée, che simbolicamente è il luogo da cui partivano le navi degli schiavi, definito da Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita del 1982 “santuario africano della sofferenza nera”. Nel messaggio di Gorée, “Purificazione della memoria. Per una umanità nuova”, i vescovi africani ribadiscono: “Gorée è stata una porta di un viaggio senza ritorno di tanti figli e figlie del continente, deportati come schiavi verso le Americhe e l’Europa in un olocausto non riconosciuto”. Cresce oggi in Africa la consapevolezza sulle nuove schiavitù e colonialismo (potentati economici, tratta di donne e bambini…). Novità nel Secam. Un altro tema che ha impegnato i vescovi africani è stato quello di promuovere maggiormente la missione della Chiesa in Africa. Per questo è necessario un miglior coordinamento e semplificazione dei lavori e rapporti tra Conferenze episcopali, Associazioni regionali di Conferenze episcopali e Secam. Dietro questa esigenza si celano due questioni urgenti per la Chiesa in Africa. La prima è quella dell’evangelizzazione e dell’inculturazione del cristianesimo; la seconda è far crescere in Africa la dimensione della comunione nella Chiesa: tra vescovi, con i sacerdoti, con Roma, con le Chiese degli altri continenti. La plenaria ha eletto una nuova presidenza, composta da mons. John Onaiyekan, arcivescovo di Abuja (Nigeria), nel ruolo di presidente. Il primo vice-presidente è mons. Francisco Silota, vescovo di Chimoio (Mozambico), il secondo vice-presidente è mons. Theodor Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar (Senegal). Un incontro tra Chiese africane ed europee. I vescovi africani hanno accolto la proposta di mons. Pasinya di organizzare insieme al Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) un incontro di vescovi africani ed europei per il novembre 2004. Disponibilità confermata da mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee, presente alla riunione di Dakar. L’incontro è atteso per crescere nella comunione episcopale; l’occasione sarà il X anniversario di “Ecclesia in Africa”. Al centro saranno scambi su tematiche pastorali di comune interesse tra vescovi europei e africani (rapporto con l’Islam, formazione e scambio di sacerdoti, solidarietà…).