Una Costituzione europea che non si fonda sui principi della pace? E’ questo il dubbio espresso in un documento intitolato “Pace, Costituzione europea e la Nato”, stilato in concomitanza con l’apertura dei lavori della Conferenza Intergovernativa sulla Costituzione europea. Tra i firmatari, padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti, Gino Strada, che fanno capo ad alcune importanti realtà che in Italia operano nel sociale. “Nella nuova Costituzione dell’Unione europea – si legge nel documento – appare chiaro che la pace non è uno dei principi su cui si fonda l’ispirazione della politica estera dell’Unione, ma è solo uno degli obiettivi della sua azione e il ripudio della guerra non è mai preso in considerazione”. Dalla Costituzione europea emerge “che la pace può essere interrotta da missioni militari che sono contemplate per l’assistenza militare, la prevenzione dei conflitti, il mantenimento della pace, il combattimento nella gestione di crisi, la stabilizzazione al termine dei conflitti, la lotta contro il terrorismo anche sul territorio di Stati terzi”. “E’ incredibile afferma la nota – che la nuova Costituzione preveda ‘un’agenzia europea per gli armamenti’ ed anche un Fondo costituito dai contributi degli Stati membri”. Tutto questo “non tiene conto della nuova sensibilità europea espressa nelle grandi manifestazioni del 15 febbraio nelle capitali europee”. Il documento invita a riflettere sul peso della Nato nell’Unione europea, soprattutto perché il principale cambiamento degli ultimi anni all’interno dell’alleanza è stato il “nuovo concetto strategico” definito nel vertice di Washington del 1999. “Esso ha trasformato radicalmente l’Alleanza da difensiva in offensiva spiegano – uno strumento per affermare gli interessi dei Paesi membri in qualsiasi parte del mondo essi si vedano minacciati”. Inoltre, “nel vertice di Praga di quest’anno, la Nato ha sostanzialmente sposato la strategia dell”attacco preventivo’, enunciata lo scorso anno ed immediatamente messa in pratica da Washington”. In Italia più di 800 associazioni, gruppi e movimenti hanno consegnato al presidente della Commissione europea Romano Prodi un appello per inserire all’art.2 della Costituzione una formula chiara di ripudio della guerra.