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Voci e volti di popolo (1)” “

C’è un futuro per le parrocchie europee? Quali difficoltà, quali attese? A quali orizzonti tendono? Con questi interrogativi prende il via un servizio per raccontare in più puntate esperienze e progetti di comunità parrocchiali che vivono in piccoli centri e in grandi città d’Europa. Spagna: ci sono buone notizie. È il titolo dell’iniziativa diretta dal prete e musicista Xavier Morlans che si svolge nella parrocchia di San Ramon de Penyafort, in pieno centro di Barcellona e che si è poi diffusa nelle parrocchie della zona. L’idea è partire dalla vitalità delle parrocchie urbane per andare incontro ai giovani che non credono o che si sono allontanati dalla fede. Secondo don Morlans “le persone è come se fossero chiuse in cerchi concentrici: perfezionismo, egoismo, droghe per evitare il dolore interiore… e questo ci rende difficile credere in un Dio che è amore”. Per superare questa “barriera tra l’uomo e Dio”, bisogna far diventare le parrocchie dei “fulcri di annuncio”: “abbiamo una buona notizia per te: Dio si è fatto carico sulla croce delle nostre barriere”. Per farlo sapere ai giovani (e agli adulti che riscoprono la fede) vengono organizzate serate di preghiera, meditazione e ascolto. Da questa parrocchia e da tutte le altre della zona della Sagrada Familia (la cattedrale in costruzione progettata dall’architetto Antonio Gaudì), è emerso che la gente “vuole testimonianze e non grandi prediche”. La delegazione diocesana di catechesi e il servizio “Tornare a credere” della parrocchia di San Ramon de Penyafort fanno parte di un progetto più grande di ri-evangelizzazione. Per informazioni: penyafor@teleline.es Albania: borse di studio contro l’esodo. Un servizio pastorale in 5 parrocchie, istituite in altrettanti villaggi, per un totale di 8 mila abitanti, su un territorio vasto più o meno come quello di una media città, ma con una viabilità in pessimo stato e la necessità, in un caso, di usare la barca: in queste condizioni don Raffaele Gagliardi, prete fidei donum della diocesi di Roma in Albania, svolge il servizio pastorale a Guri Izi, località in diocesi di Scutari. “La parrocchia più lontana è raggiungibile solo in barca, il viaggio dura mezza giornata”. Eppure, racconta il prete fidei donum, “gli animatori e catechisti impegnati sono già una sessantina”. In un ambiente povero, “la Chiesa è l’unico punto di aggregazione. La gente, anche i non-cattolici, spesso viene in chiesa alle funzioni e agli incontri”. Il punto dolente della vita parrocchiale è rappresentato dal fatto che i gruppi giovanili (attualmente tre per oltre 150 ragazzi) vengono decimati dall’emigrazione: “abbiamo pensato a formule per trattenerli. La più efficace al momento è quella delle borse di studio: ne stiamo erogando una ventina, col sostegno di molte parrocchie e gruppi che offrono 150 euro al mese per persona”. Francia: fantasia “pastorale” in pasticceria Fare dei panifici e delle pasticcerie dei luoghi di evangelizzazione. È quanto si propone per il terzo anno consecutivo a Parigi il progetto “Le Gâteau de la Toussaint” (Il dolce di Tutti i Santi) in occasione del 1° novembre, festa di Tutti i Santi, grazie a un dolce appositamente confezionato, messo in vendita in pasticcerie decorate per l’occasione con immagini di santi e corredato di schede agiografiche ed esplicative sulla ricorrenza. Promotore ne è stato, tre anni fa, un giovane prete, padre Olivier Humann, vicario a Saint-Philippe du Roule. Coinvolta nel 2001 una pasticceria della parrocchia (500 dolci venduti in 10 giorni e oltre 1500 schede di santi distribuite), grazie alla mobilitazione di altre comunità, l’anno scorso sono state circa 80 le pasticcerie che hanno aderito all’iniziativa. Ai compratori del “dolce”, in omaggio un breve testo sul significato della festa di Tutti i Santi, oltre ad immagini di santa Teresa del Bambino Gesù, san Francesco d’Assisi e san Tommaso Moro.