“Se tollerare è accettare ciò che non si può impedire, dialogare è andare ben oltre la tolleranza: è il riconoscimento dell’altro”: lo ha dichiarato T.Houssam Sbat, Imam di Strasburgo, intervenendo al Secondo colloquio interreligioso promosso nei giorni scorsi dalla Federazione protestante di Francia. Per Fabrice Midal, ebreo d’origine convertito all’islam, “il dialogo è una conversione che riconduce alle radici della propria fede. Io non discuto su ciò che so già, ma voglio capire ciò che non conosco”. “La religione ebraica si identifica nell’unità, il cristianesimo nell’amore, l’islam nell’ospitalità, ma chi parla a nome delle religioni?” ha chiesto Bernard Kanovitch, del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia (Crif). “E’ semplicistico affermare che la religione, di per sé, è portatrice di pace o di violenza – ha detto Midal – occorre piuttosto impedire che il rapporto con l’assoluto scivoli nell’assolutismo”. “Occorre una lettura critica delle nostre fonti senza rinchiudere il dialogo né nel sociale, né nel teologico”, ha affermato a conclusione dei lavori il presidente della Federazione protestante, Jean-Arnold de Clermont.