“Mai dobbiamo vedere nell’immigrante l’altro, lo straniero, e peggio ancora, qualcuno da rifiutare. Il migrante è una persona con cui bisogna lavorare per costruire insieme un futuro di speranza”. Questa è la posizione dei vescovi spagnoli incaricati per le migrazioni nel loro messaggio per la Giornata delle migrazioni che in Spagna si è celebrata domenica 28 settembre. “Questa casa è di tutti. Costruiamola insieme” è il titolo del messaggio, che vuole mettere a frutto il ‘background’ degli immigrati per un “arricchimento reciproco”. I vescovi ricordano che “l’immigrato è, prima di tutto, una persona, e non uno strumento al nostro servizio” e denunciano il legame che si fa tra immigrazione e insicurezza cittadina. Da qui l’invito ai cristiani spagnoli a “costruire una società fraterna senza annullare le differenze”. La lettera propone di “impegnare gli immigrati nei settori culturali, sociale ed economico, creare spazi per una pedagogia dell’incontro ed essere promotori di giustizia, difendendo i propri diritti come cittadini”. Per quanto riguarda l’immigrazione illegale, notano che questa “comporta difficoltà per l’integrazione, favorisce l’economia sommersa, genera delinquenza e alimenta la xenofobia”. Ma ad avviso dei vescovi la soluzione non si trova con nuove leggi a tolleranza zero, come quella che si prevede sia approvata in Spagna fra pochi mesi. “Sarebbe buono – scrivono – esaurire le possibilità che offre la normativa oggi vigente per dare soluzione alle situazione di irregolarità nella maniera più generosa possibile”.