” “Quotidiani e periodici” “

“Chirac difende l’Onu contro Bush”. E’ il titolo di apertura di Le Monde (24/9), che fa notare come “i disaccordi tra la Francia e gli Stati Uniti sulla guerra in Iraq ed il ruolo delle Nazioni Unite nella politica internazionale restano interamente”. I discorsi di Jacques Chirac e George W. Bush di fronte all’Assemblea generale dell’Onu a New York, osserva in prima pagina il quotidiano francese, ha visto “ciascuno arroccato sulle sue posizioni. Il presidente francese ha difeso il multilateralismo e si è lanciato ad una nuova critica della decisione americana di entrare in guerra contro l’Iraq senza l’avallo del Consiglio di sicurezza”, mentre il presidente americano ha ribadito di “non aver alcun rimpianto nè alcun dubbio sulla guerra in Iraq”, sia nella sua fase iniziale che sugli esiti di oggi. “Stati Uniti contro Francia: non è più la guerra, non è ancora la pace”. E’ l’esordio dell’editoriale firmato da Bruno Frappat su La Croix (23/4), in cui si fa notare che “il conflitto diplomatico dei due paesi ‘amici’ non avviene senza ricordare ciò che succede, molto concretamente, sul campo, in Iraq: non c’è più la battaglia aperta ma la situazione non è stabilizzata”. Secondo Frappat, “il dibattito tra i due alleati è ora legato ad una questione di principio e ad un affare di calendario. Per la Francia, bisogna ridare la sua all’Iraq e farlo al più presto. Soltanto allora, con l’appoggio dell’Onu, il potere iracheno potrà essere sostenuto dalla comunità internazionale, senza che nessuno manchi all’appello. L’America vuole invertire l’ordine delle operazioni, considerando utopica e pericolosa l’idea di una trasferimento rapido dei poteri agli uomini messi in pista dagli americani a Baghdad”. L’ Herald Tribune, invece (25/9), dedica l’apertura alla stretta di mano tra Bush e Schroeder, che campeggiano in una foto al centro pagina: “Gli Stati Uniti e la Germania vogliono cancellare la discordia passata sull’Iraq”, recita il titolo, e Brian Knowlton, nell’articolo, commenta: “Era la loro prima discussione ufficiale in più di dieci anni, un significativo tentativo di superare le tensioni nei rapporti”. Le elezioni in Baviera, il vertice a tre a Berlino e una sentenza della Corte costituzionale che farà discutere: su questi temi si concentrano i commenti tedeschi di questi giorni. “ Tutto il mondo si chiede: come si è potuto avere un risultato così per la Csu? S emplicemente – scrive Heribert Prantl sulla Süddeutsche Zeitung del 22/9 – in Baviera è tradizione votare per la CSU. Aver creato questa tradizione è il merito della Csu. “ Il trionfo di Stoiber non ha radici solo nella Baviera. Vanno ringraziati anche il Cancelliere Schröder e un governo che ai suoi elettori potenziali non offre alcun motivo perché interrompano la passeggiata domenicale per andare a votare“, osserva Astrid Hölscher sulla Frankfurter Rundschau (Fr) del 22/9. Per la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) del 22/9, l’incontro Schröder – Chirac – Blair ha la valenza di un “ segnale“: “ La Gran Bretagna si riavvicina alla Germania e alla Francia, per lo meno per quanto riguarda l’Europa, ma non in un modo così caloroso“. Knut Pries della FR giudica “ importanti i progressi nella dimensione interna europea. Nella costruzione di una politica comune sulla sicurezza, i britannici sono evidentemente pronti a maggior condiscendenza“; a quel punto, “ verrebbe rimosso un grosso ostacolo sul cammino verso una costituzione europea“. La Faz del 25/9 ospita infine un commento di Reinhard Müller su una sentenza della corte costituzionale tedesca che il 24/9 ha dato ragione ad una docente islamica, consentendole di portare il copricapo anche a lezione: “ Sarebbe stato bello sapere cosa c’è di diverso tra una croce appesa al muro ed una docente che entra in classe con il copricapo islamico. Gli scolari e i genitori hanno solo il diritto a chiedere la rimozione del crocifisso cristiano richiamandosi alla propria libertà religiosa negativa e devono contemporaneamente tollerare il simbolo islamico sulla testa di una funzionaria incaricata di insegnare?” Le pagine del quotidiano spagnolo El Periódico ( 24/9) riportano il discorso di Kofi Annan al Summit di New York: “Il Segretario generale dell’Onu teme che si imponga la legge della giungla”, avverte il quotidiano, che aggiunge: “Kofi Annan ha ammonito ieri Washington che la sua politica di attacchi preventivi mette in pericolo la struttura collettiva internazionale delle Nazione Unite, struttura che non è uno strumento perfetto ma è di gran valore”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1234 N.ro relativo : 64 Data pubblicazione : 26/09/2003