Pastorale gitana” “

Nell’azione pastorale con i gitani “non esistono ricette”, “bisogna scoprire cammin facendo ciò che conviene fare nei diversi luoghi e momenti”: è una delle conclusioni emerse dall’incontro che ha riunito dal 12 al 14 settembre ad Alcalà de Henares oltre cento gitani, sacerdoti, religiosi e laici, per celebrare insieme le XVIII Giornate di pastorale gitana. Dopo il documento su “La Chiesa di Spagna e i gitani” che la Conferenza episcopale ha reso noto lo scorso anno, in questo incontro i gitani hanno voluto ribadire alcuni aspetti della propria cultura e del proprio modo di vivere la fede. Ne emerge “l’orgoglio di essere gitani”, il valore attribuito alla famiglia, in special modo agli anziani, alla convivenza e alla relazione; l’atteggiamento caratteristico di “non vivere per lavorare, ma lavorare per vivere” e la particolare disposizione “per la festa, l’arte, il buon gusto”, vivendo “appassionatamente la vita”. Tutti questi “valori gitani” si vanno a rapportare con i rapidi cambiamenti all’interno della stessa popolazione mentre, nel contatto con la società maggioritaria, devono arricchirsi in uno scambio reciproco facendo attenzione “perché non si perdano”. Dal punto di vista pastorale, allora, “niente ricette”, ma “una organizzazione flessibile ed efficace”, per rendere i gitani “non solo destinatari” ma “soggetti evangelizzatori”.