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Un appello ai cittadini e alle autorità del Belgio affinché si assumano la responsabilità di promuovere in ogni ambito la pace, accompagnato da un deciso “no” alla strumentalizzazione del nome di Dio per giustificare le guerre. E’ quanto si legge in una dichiarazione comune diffusa dalla Concertazione delle Chiese cristiane, dal Concistoro israelita centrale e dall’Esecutivo dei musulmani del Belgio in occasione della “Giornata internazionale della pace” che, istituita dalle Nazioni Unite, si è svolta il 21 settembre. “In quanto rappresentanti delle diverse religioni del Belgio invitiamo le autorità e tutti i cittadini a costruire sempre più ogni giorno la civiltà della pace, così preziosa ma così fragile” scrivono gli estensori del documento, affermando che “cittadini e autorità”, in eguale modo, “devono assumersi la responsabilità in ogni ambito della società al fine di promuovere e salvaguardare la pace”. “Esprimiamo anche il desiderio che non si abusi più della religione e del nome di Dio per giustificare la guerra, la violenza cieca, il terrorismo e l’oppressione. Il nome del Dio nel quale crediamo è giustizia, grazia, perdono, riconciliazione e pace” affermano ancora i leader religiosi. “L’avvento di una società giusta, tollerante e pacifica nel nostro Paese e in tutto il mondo” è l’auspicio conclusivo del documento.