“Gli Stati Uniti di fronte alla crescita dell’ostilità irachena”. E’ il titolo di apertura dell’ Herald Tribune (18/9), in cui Douglas Jehl e David E. Sanger fanno notare che il “nemico più formidabile” in Iraq, in questi mesi, “può essere il risentimento dell’iracheno comune all’occupazione militare americana”. Una tesi, questa, confermata – anche se in via ufficiosa – da alcuni ufficiali del Dipartimento della difesa Usa, che si dichiarano “preoccupati” per il loro ruolo nel Paese e informano come la “disaffezione” per gli iracheni verso gli americani dipenda “non soltanto dalla mancanza di elettricità e degli altri servizi essenziali, ma da fattori culturali che amplificano la rabbia per la presenza militare straniera”. “Dall’Iraq all’economia, George Bush in difficoltà“, apre a tutta pagina Le Monde (18/9). “ L’economia e l’Iraq”: sono queste, secondo il quotidiano francese, “i due temi già dominanti, quattordici mesi prima delle elezioni presidenziali del 2004, una pre-campagna elettorale che vede i candidati democratici moltiplicare le critiche contro il repubblicano George W. Bush”. Sui due temi citati, osserva Le Monde a proposito di Bush, “il presidente americano è sulla difensiva ed i sondaggi segnalano una caduta molto netta della fiducia che gli è accordata”. Senza contare, inoltre, “la politica fiscale” americana, alle prese con “un deficit colossale: 525 miliardi di dollari”. E’ il vertice di Cancun, invece l’argomento scelto da La Croix (16/6) per il titolo di prima pagina: “Il Sud rivendica il fallimento di Cancun”, titola il quotidiano cattolico d’oltralpe, che ricorda come la conferenza interministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio “non ha potuto giungere ad un accordo a motivo del rifiuto dei paesi del Sud di cedere di fronte ai paesi del Nord”. E’ stata la questione delle sovvenzioni agricole, scrive Nathalie Lacube nell’ampio dossier dedicato dal quotidiano cattolico, il “pomo della discordia mondiale“, che ha portato da un “antagonismo” tra il G22 ed il “tandem” Stati Uniti-Unione europea. Riguardo al fallimento dei negoziati del Wto, Konrad Mrusek annota (16/9) sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung ( Faz): “ Il club dei ricchi, quale era una volta l’organizzazione per il commercio, è diventato un’associazione a più voci. Con l’ingresso della Cina, appena due anni fa, l’equilibrio dei poteri all’interno del Wto è cambiato. La Cina ha bisogno di alleati per i propri piani di esportazione. A Cancún, si sono viste un’America e un’Europa riunite in un’inedita difensiva, anche perché sono state sottoposte ad una specie di attacco doppio, … in quanto, per placare i critici della globalizzazione il Wto aveva ammesso alla conferenza circa 2.000 Ong. E i ricchi fan dei poveri hanno salutato il fallimento della conferenza come una loro vittoria. Ma è veramente una vittoria dei Paesi in via di sviluppo, se i dazi doganali sul commercio agricolo non vengono abbattuti e il Wto viene danneggiato? È in realtà una sconfitta dei poveri”. Sull’incontro a Berlino tra Schröder, Chirac e Blair, K.F. commenta (17/9): “ Gli attori più importanti in Europa nel campo della politica della sicurezza sembrano almeno aver capito che uno stato di discordia permanente non giova a nessuno, neanche, è da aggiungersi, i loro partner europei. E se alcuni di questi fossero offesi per non essere stati invitati a Berlino, l’avvicinamento da parte tedesca-inglese-francese dovrebbe costituire una consolazione sufficiente“. Il settimanale Der Spiegel del 15/9 contiene un articolo sull’assassinio del ministro svedese Anna Lindh: “ I macabri paralleli con la morte del premier carismatico Palme, 17 anni fa, dimostrano che la politica e la polizia si cullano nell’illusione che l’ex Paese modello sia un’isola di persone pacifiche“; invece: “… dietro un quadro apparentemente idilliaco… che garantisce un benessere esemplare per tutti, si cela una realtà completamente diversa, tutt’altro che politicamente corretta. Per esempio, in Svezia è diffuso un razzismo esplicito, l’antisemitismo e la xenofobia, che hanno originato, quattro anni fa, ambienti neonazisti violenti”. Il giornale spagnolo “ La Vanguardia” ( 15/9) dedica ampio spazio al “no” svedese all’euro. Secondo le parole del commissario all’economia Pedro Solbes, “l’euro continuerà ad essere in ogni caso la prima o la seconda moneta del mondo”, mentre “l’economia svedese non ha un peso eccessivo all’interno dell’Unione europea”. Il quotidiano Abc del 17/9 entra invece nel dibattito sul fallimento del vertice del Wto a Cancun, sostenendo che la mancata conclusione dei negoziati è “un fallimento per tutti”, in quanto il Wto, nonostante le “molte imperfezioni che può avere” ha almeno la “virtù di essere una istituzione multilaterale, con regole comuni e un meccanismo di risoluzione di contenziosi che non ha avuto dubbi nel condannare, in diverse occasioni, la maggiore potenza commerciale del pianeta, gli Stati Uniti”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1232 N.ro relativo : 62 Data pubblicazione : 19/09/2003