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Spagna, "Dio non è né maschio né femmina"” “

“Dio non è maschio. Neppure femmina. Siamo noi umani ad attribuire connotazioni a Dio, che è mistero ineffabile per eccellenza”. È la conclusione emersa durante il XVI Convegno internazionale “Genere e religione: maschile-femminile e fatto religioso”, organizzato dall’Aiempr (Associazione internazionale di studi medico-psicologici e religiosi), che ha riunito a Granada dal 3 al 7 settembre oltre 160 partecipanti per discutere sulla rappresentazione mentale di Dio e sugli aspetti biologici, psicologici, culturali e teologici che vincolano genere e religione. Secondo Ramón Nogués, antropologo dell’Università di Barcellona “è difficile parlare di Dio senza condizionamenti, visto che noi umani siamo condizionati dalla sessualità. Dio è dunque misterioso e inafferrabile”. Tra i relatori, la psicoanalista americana Anna Maria Rizzuto, che per dieci anni ha studiato le immagini di Dio che nascono già nell’infanzia. A suo avviso “Freud ha sbagliato nel dire che Dio è solo padre. Il bambino elabora l’immagine di Dio a partire dal padre, dalla madre e dalla coppia”. E anche se un bambino non ha genitore, spesso “trasforma questa assenza in presenza negativa, e magari trova nel maestro un punto di riferimento”. La psicologa Àngels Bayod, delegata spagnola dell’Aiempr, ha spiegato che “ogni persona ha una rappresentazione diversa di Dio, Cristo o Maria a seconda dei propri vissuti, delle strutture affettive e socioculturali”. In una inchiesta condotta su 400 persone in Catalogna si è arrivati alla conclusione che “si percepisce nella gente un mutamento – ha affermato. Si è passati dall’immagine di un Dio persecutore a quella di un Dio amorevole”. “Le diverse rappresentazioni mentali che abbiamo di Dio – ha concluso Bayod – sono più motivate da fatti socioculturali che da condizionamenti biologici”.