Irlanda: "impegnarsi nella Chiesa"

“Un invito a non restare ancorati alla nostra storia passata”: è stato lanciato, il 26 luglio, da mons. Michael Neary, arcivescovo di Tuam (Irlanda), nel corso del tradizionale pellegrinaggio annuale della diocesi al monte Croagh Patrick. Rivolgendosi ai fedeli presenti l’arcivescovo ha descritto la situazione comune a molte diocesi: “la popolazione sta diminuendo e con essa le vocazioni. In molte parrocchie non ci sono più parroci residenti, i seminaristi sono sempre meno, e molti conventi e centri di istruzione stanno chiudendo. Per anni le nostre parrocchie sono state curate da sacerdoti e da volontari laici. C’era un prete all’altare, un altro al confessionale, altri ancora al capezzale dei malati o davanti ad una nuova coppia di sposi a benedire gli anelli. Oggi la realtà è un’altra”. “Perché – si è chiesto l’arcivescovo – i giovani non sono più attratti dalla vita religiosa? Sono forse stati sedotti dal benessere dell’Irlanda di oggi? Come Chiesa siamo chiamati ad affrontare queste sfide con generosità e volontà”. “Il rinnovamento della Chiesa irlandese – ha detto – non dipende solo dai vescovi e dai sacerdoti ma anche dall’impegno dei laici in tutte le parrocchie”.