biotecnologie" "

Il "doppio cantiere"” “

Il nuovo regolamento europeo su ” “etichettatura e ” “tracciabilità degli Ogm negli alimenti” “

Continua il dibattito sugli Ogm, proprio nella settimana in cui il Consiglio Agricoltura ha approvato il Regolamento sulla tracciabilità e sull’etichettatura dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati, accompagnato dalla presentazione delle nuove linee-guida per la coesistenza tra Ogm e Ogm-free (vedi pag.12). Per un punto di vista scientifico sull’argomento, SirEuropa ha incontrato Bernard Watillon , belga, ingegnere agronomo della Facoltà di Scienze Agronomiche dell’Università di Gembloux e Capo del Dipartimento di Biotecnologia del Centro di Ricerca Agronomica della Regione Vallonia, uno dei massimi centri europei per la ricerca di base e applicata al settore. A differenza del responsabile del Coordinamento europeo degli agricoltori (Cpe) Gerard Choplin, nettamente contrario alla prospettiva di coesistenza nel sistema agricolo europeo di Omg e prodotti coltivati naturalmente (cfr. SirEuropa n.53/2003), Watillon si dichiara sostanzialmente favorevole a tale pratica, che richiede, tuttavia, un necessario bilancio tra rischi e benefici. L’utilità degli Ogm per l’agricoltura europea: qual è il punto di vista della ricerca scientifica? “L’agricoltura europea deve assicurare una produzione abbondante e sempre crescente di beni di qualità, salvaguardando la competitività (sul piano economico) e rispettando l’ambiente. Per essere all’altezza di tali sfide, può contare solo sulle nuove risorse tecnologiche che derivano dal progresso della conoscenza. La transgenesi vegetale costituisce uno di questi sviluppi tecnologici latori di speranza, che la società europea non può permettersi di ignorare”. Quali sono le condizioni scientifiche ed etiche minime per l’utilizzo degli Ogm? “L’uso di qualsiasi tecnologia pone il problema dell’equa ripartizione dei rischi e dei benefici che ne derivano. Orientando con precisione il processo di ricerca e garantendo al consumatore scelte libere e chiare, l’attuale legislazione europea crea le condizioni per un utilizzo responsabile degli Ogm. Ma è caso per caso che deve essere assunta la decisione di accettare o meno un’applicazione specifica di un’Ogm, mettendo l’interesse generale prima degli interessi particolari”. Come giudica la proposta Ue che mira a garantire la coesistenza tra le produzioni tradizionali e le produzioni transgeniche? “Una proposta di tale rilevanza è a mio parere propedeutica ad un ‘doppio cantiere’, non meno fondamentale: identificare gli strumenti da mettere in campo per assicurare la coesistenza, ma soprattutto definire i valori (umani, economici e sociali) che i cittadini europei desiderano preservare lungo la filiera di produzione, valori rispetto ai quali il ricorso agli Ogm rappresenta una modalità come tante altre”.