Veto presidenziale alla legge sull’aborto. Il presidente slovacco, Rudolf Schuster, il 23 luglio ha posto il suo veto ad una legge, approvata lo scorso 3 luglio dal Parlamento grazie ai voti dell’opposizione a cui si erano aggiunti quelli del partito di Governo, Alleanza del cittadino nuovo (Ano), che rendeva legale l’interruzione di gravidanza, nel caso di gravi malformazioni del feto, fino alla 24ma settimana di gestazione. Finora l’aborto era legale sino alla 12ma settimana. “La Chiesa slovacca spiega al Sir mons. Marian Gavenda, portavoce dei vescovi slovacchi – ha da subito preso posizione contro questa legge. Durante il pellegrinaggio nazionale al santuario mariano a Levoèa, lo scorso 6 luglio, il presidente della Conferenza episcopale, mons. Frantiek Tondra davanti a più di mezzo milione dei fedeli, assicurò il Presidente della Repubblica, presente alla cerimonia, che i cattolici avrebbero pregato per lui e per una saggia e responsabile decisione”. “La scelta di porre il veto aggiunge Gavenda – è stata accolta con soddisfazione da mons. Tondra che ha espresso fiducia in una giusta soluzione del problema. In una dichiarazione ufficiale la Chiesa ha espresso un netto rifiuto dell’aborto e sottolineato che temi come questo non possono essere oggetto di votazione. Si tratta, infatti, di valori e norme morali basati sulla legge naturale, vincolanti per ogni persona umana. La verità e la morale non dipendono né da una maggioranza né da una minoranza parlamentare”. “La speranza conclude è che in questo tempo di riposo ci sia spazio per una riflessione più ampia ed equilibrata tra i deputati e nell’opinione pubblica”. Il veto del Presidente obbliga la legge ad un nuovo passaggio in Parlamento, dove per la sua approvazione occorrerà la maggioranza assoluta (76 voti su 150). Discussione prevista il 4 settembre, esattamente una settimana prima della visita del Papa.