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Su circa 4 milioni e mezzo di abitanti i cattolici sono 38.000″ “” “
A Tautra, un’isoletta nel fiordo di Trondheim in Norvegia, c’è un piccolo monastero cistercense: cinque suore venute dagli Stati Uniti e dal Belgio per raccogliere l’invito del vescovo della diocesi, vivono qui per la preghiera e l’accoglienza di tutti coloro che bussano alla loro porta, sostenendosi con la pesca e la produzione di sapone e candele. In Norvegia, Paese nel quale abitano circa 4 milioni e mezzo di persone, i cattolici sono circa 38 mila, di cui il 70% è nato all’estero. A Trondheim ne vivono 3.200: il vescovo , Georg Müller , ha raccontato al Sir come vive la comunità cattolica. Quali sono le priorità pastorali nella sua diocesi? “E’ molto difficile per me stabilire delle priorità, perché la nostra è una realtà molto piccola. Non esiste qui un piano o un programma pastorale che costituirebbe un limite per il lavoro. Posso dire, però, che le mie principali preoccupazioni sono tre: la prima è rafforzare la vita spirituale della comunità, soprattutto attraverso le celebrazioni liturgiche. Un secondo grosso impegno è quello legato alla costruzione della dimensione comunitaria: qui sono presenti più di 19 diverse culture e quindi bisogna cercare un equilibrio tra la valorizzazione delle singole identità e l’integrazione nel contesto norvegese. Per questo, ad esempio, le liturgie vengono celebrate sempre in norvegese e, solo ogni tanto, le comunità linguistiche si radunano tra di loro. Un terzo grosso impegno è quello della catechesi, soprattutto per i bambini. Attraverso i bambini si raggiungono infatti le famiglie e si crea quindi comunità. La mia difficoltà più grande è che ho pochi collaboratori competenti e qualificati, a partire dai sacerdoti: in tutta la diocesi ce ne sono solo 5”. Quali sono i suoi impegni principali? “In questi giorni, poichè il parroco della cattedrale è in vacanza, faccio il parroco! Fa parte della mia vita ordinaria, comunque, l’essere a disposizione delle persone: non ho collaboratori e quindi la curia sono io! Allora tutti coloro che hanno un problema o una richiesta, di qualunque genere, suonano alla mia porta. E per me la pastorale diventa più ricca”. Come sono le relazioni ecumeniche in questa condizione di assoluta minoranza? “C’è un grande rispetto verso la chiesa cattolica e nessun tipo di discriminazione. A volte però non siamo compresi. Il mio impegno ecumenico comincia tuttavia nella comunità cattolica, per cercare di svegliare la comprensione e la sensibilità ecumenica tra i cattolici, come ripete spesso Giovanni Paolo II”. Com’è l’Europa vista dalla Norvegia ? “Io sono tedesco e sono nato nel dopo-guerra, per cui per me l’Europa è sempre stata una realtà carica di un significato profetico e l’unità di tutto il nostro continente mi pare sia l’unica possibilità per il futuro. Qui in Norvegia, invece c’è molto scetticismo e anche un po’ di presunzione: la Norvegia è più in alto, più a nord, l’Europa sta sotto, al sud. Mi sembra ci sia diffidenza nel vedere il potere concentrato in un’unica istituzione e la preoccupazione per certi settori dell’economia, prima fra tutte la pesca, che è la nostra principale fonte di reddito. La Norvegia è un paese ricco anche per il petrolio e i norvegesi sono generalmente molto generosi, in particolare nel settore della solidarietà internazionale. Però vogliono decidere da soli dove convogliare le proprie ricchezze e come distribuire le proprie risorse!”.