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Arrivederci ad agosto 2005″ “

Dal primo simposio europeo di Roma alla XX Gmg di Colonia” “” “

Appuntamento…a Colonia. Si è concluso così il Simposio su “Università e Chiesa in Europa”, svoltosi a Roma dal 17 al 20 luglio, per iniziativa del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), e al quale hanno partecipato (secondo le ultime cifre) oltre 2000 persone (tra rettori, docenti, studenti, cappellani, vescovi, cardinali ed operatori universitari), provenienti da università statali, private e pontificie di 40 Paesi. “La Giornata mondiale della Gioventù costituisce un mezzo straordinario di evangelizzazione del mondo dei giovani”, ha detto padre Francis Kohn , responsabile della Sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici, citando la XX Gmg, in programma a Colonia dal 16 al 21 agosto 2005, sul tema “Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). “Le attese dei giovani di oggi – ha spiegato il relatore – sono tanto più profonde quanto sono grandi le loro carenze e palesi le loro fragilità. Questi giovani sono generalmente ignoranti in fatto di fede e sono spesso andati avanti nella vita senza un collegamento con le loro radici cristiane, in quanto i genitori non hanno considerato la religione come un’eredità preziosa da trasmettere ai figli. Molti non sono stati battezzati né hanno ricevuto una formazione religiosa; in tanti hanno sofferto la separazione dei genitori, sono cresciuti in famiglie ‘allargate’ e hanno conosciuto la solitudine. Ma proprio perché sono giovani, vogliono credere alla felicità e non possono accettare i frutti amari dello scetticismo e della disperazione secretati da una società che sta invecchiando, una società di dubbi e di paure”. Dopo l’Est (cfr. Sir n. 53/2003), presentiamo alcune esperienze di pastorale universitaria all’Ovest. Dialogo e testimonianza. “I giovani di oggi cercano autenticità ed integrità”, racconta padre Jeremy Fairhead, cappellano dell’Università di Oxford, secondo cui al primo posto dell’attività di una cappellania universitaria c’è il “dialogo tra le differenti tradizioni intellettuale”. Ad Oxford gli incontri su “Fede e ragione”, durante i quali i professori parlano della loro vita accademica e del rapporto tra questa e la propria fede, sono diventati ormai una consuetudine: ma sono gli studenti stessi, nell’ateneo inglese, a “pubblicizzare” il cristianesimo, con due libretti in circolazione: “Cristianesimo”, una semplice introduzione alla fede cattolica, “Vivere la vita in pieno”, una guida all’insegnamento morale e sociale della Chiesa. “Il nostro primo dovere – dice padre Charles de Hemptinne, cappellano a Gand, in Belgio – è l’accoglienza”, non solo degli studenti locali, ma anche di quelli (più di 100 mila all’anno) che giungono nella terra fiamminga grazie ai programmi Erasmus e Socrates. Per don José Luis Sanchez Garcia, presidente della Commissione di insegnamento ed educazione cattolica di Valencia (Spagna), la pastorale universitaria “genera cultura”, ha “una profonda influenza” nell’ambito sociale, determinando in qualche modo la società del domani. “Vita di gruppo”. “La situazione della Chiesa cattolica in Svezia –racconta Philip Geister, cappellano ad Uppsala – è quella di un’estrema diaspora. In un Paese di quasi 9 milioni di abitanti, soltanto 100 mila sono cattolici”. Ciononostante, le attività di pastorale universitaria sono diffuse capillarmente grazie alla collaborazione con le parrocchie, e la “vita di gruppo” – fatta di incontri regolari, frequentati da un massimo di 10 persone, si traduce in una “vita sociale” basata sul primato della relazione interpersonale e sullo scambio di esperienze. Ritiri spirituali, momenti conviviali, escursioni: queste, informa don Manuel Prado, alcune iniziative di pastorale universitarie nella diocesi di Helsinki; su 5 milioni di abitanti, in Finlandia l’87% sono luterani, mentre si contano 60 mila ortodossi e 8 mila cattolici, in un’unica diocesi. Corsi di filosofia, incontri e dibattiti sulle “domande fondamentali della vita e del nostro tempo”, forum artistici, seminari letterari, attività musicali: è varia e differenziata, assicura Monika Stadlbauer, l'”offerta” della pastorale universitaria di Vienna (Austria), articolata in tre centri nelle vicinanze delle sedi universitarie.