Il 15 luglio, la Commissione europea ha deciso di adire la Corte di giustizia delle Comunità europee nei confronti di Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna, Austria e Finlandia per non aver adottato e notificato la legislazione nazionale per attuare il diritto comunitario sull’emissione deliberata nell’ambiente di Ogm. Gli 11 Stati membri citati non hanno adempiuto ai loro obblighi entro il termine del 17 ottobre 2002, convenuto per l’adozione e la notifica della legislazione nazionale. Il diritto comunitario rafforza la precedente normativa ed è stato adottato per garantire un approccio sicuro e graduale all’emissione di Ogm nell’ambiente. Nuove norme: procede spedito l’iter della nuova legislazione europea in materia di Ogm. All’inizio del mese, il Parlamento europeo ha dato il via libera all’entrata in vigore di due Regolamenti volti a disciplinare etichettatura e tracciabilità. Se un prodotto contiene Ogm in percentuale superiore allo 0.9% (“soglia accidentale”), vi sarà il doppio obbligo di menzione sull’etichetta e di identificazione – a mezzo di codici specifici – del tipo di modifica genetica subita. L’adozione dei regolamenti, prevista dopo l’estate, porrà fine alla moratoria. Prossimi appuntamenti: nel corso del Consiglio dei ministri dell’agricoltura in programma a Bruxelles dal 22 al 23 luglio, la Presidenza italiana e la Commissione presenteranno le linee guida per la coesistenza tra le produzioni Ogm e le produzioni cosiddette ‘Ogm-free’. L’obiettivo è garantire la libertà di scelta ai consumatori e ai produttori. Vi è l’ulteriore necessità di evitare rischi di contaminazione ambientale dato che le sementi transgeniche, spostandosi nell’aria, possono germogliare dovunque.