“Cristiani e musulmani devono lavorare insieme” in “un’Europa sempre più al plurale”: un appello a favore del dialogo interreligioso e dell’accoglienza delle diverse culture è stato lanciato nei giorni scorsi a conclusione della XII Assemblea Kek/Cec (Trondheim, Norvegia, 25 giugno-2 luglio) dal presidente della stessa Assemblea, Jean-Arnold de Clermont. Un significativo messaggio è venuto anche dal segretario generale delle Chiese del Medio Oriente (Mecc) Riad Jarjour che, riferendo in assemblea le preoccupazioni dei cristiani di Terra Santa per la grave situazione locale di conflitto, ha sottolineato l’urgenza del dialogo islamo-cristiano. “Voi dovete comprendere gli altri, come voi stessi volete essere compresi – ha detto rivolgendosi ai presenti -. In occasione del recente conflitto in Iraq si è manifestata in molti Paesi, in particolare in Medio Oriente, una crescente cultura del dialogo, incoraggiata dalla decisa presa di posizione delle Chiese cristiane contro la guerra. Su questa strada occorre proseguire”. “E’ imminente a Baghdad – ha aggiunto il vescovo luterano di Oslo Gunnar Staalsett – un incontro fra ventidue leader religiosi di fedi diverse che intende essere un importante segno di condivisione e di speranza”. Perché, è stato osservato, “il dialogo teologico”, oltre che “dallo studio della Bibbia e del Corano” è facilitato “proprio dall’incontro cordiale sul piano della vita quotidiana all’insegna del ‘buon vicinato'”.