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Suggerimenti per la Tv europea” “

Programmi televisivi sulle reti pubbliche per valorizzare le diversità culturali dei popoli europei, soprattutto delle minoranze, ma anche per l’integrazione sociale delle persone che vengono dai Paesi non europei. Sono alcuni dei suggerimenti che il Gruppo di lavoro sulla società dell’informazione, la comunicazione e la politica dei media della Comece ( Commissione degli episcopati dell’Unione europea), ha inviato alla consultazione pubblica sulla direttiva europea “Televisione senza frontiere” promossa dalla Commissione europea. Riguardo alla fruizione della tv da parte dei minori, la Comece chiede alla Commissione europea di “sostenere, un continuo dialogo tra chi regolamenta a livello nazionale, produttori di media, educatori e rappresentanti degli spettatori per condividere esperienze e informazioni sulle buoni prassi nell’educazione ai media”. I vescovi europei evidenziano in particolare la necessità del rispetto delle “diversità culturali”, soprattutto delle minoranze, che in televisione non devono essere rappresentate solo da “canali specializzati di nicchia” con “audience limitata”, rischiando così “di chiudere in sé stesso ogni gruppo sociale o culturale e promuovere comportamenti intolleranti”. È invece “necessario – affermano nel documento – che sia dato spazio alla diversità culturale nei canali di interesse generale, in particolare nelle televisioni del servizio pubblico”. Anche per l’integrazione delle persone non europee, sottolineano, è “importante mandare in onda programmi dai Paesi asiatici o africani”, perché “l’espressione della diversità culturale nei media è condizione essenziale per la coesione sociale”. Un ultimo avvertimento riguarda la richiesta di non mandare in onda la pubblicità durante i programmi religiosi (soprattutto le liturgie).