E’ stato raggiunto lo scorso 9 luglio l’accordo tra Governo slovacco e Santa Sede sull’insegnamento della religione cattolica. “L’intesa – dichiara al Sir il portavoce della Conferenza episcopale slovacca, mons. Marian Gavenda regolarizza una ‘prassi’ in atto in Slovacchia che prevede l’insegnamento della religione nel secondo ciclo delle scuole elementari e nei primi due anni delle scuole medie in tutte le scuole statali. La novità è rappresentata dall’introduzione dell’insegnamento di ‘religione’ o di ‘etica’ sin dal primo anno delle scuole elementari. Si può scegliere tra la religione cattolica e l’etica. I genitori possono scegliere l’insegnamento della religione cattolica anche nei giardini d’infanzia. Lo Stato, infine, si impegna a finanziare le scuole cattoliche come quelle statali”. L’accordo non ha mancato di suscitare polemiche all’interno del Paese. Afferma il portavoce: “la prima ondata di critiche é venuta dai Ministeri coinvolti (istruzione, finanze, cultura). L’accusa principale rivolta alla Chiesa é stata quella di voler capovolgere il carattere laico dello Stato, lamentando anche la discriminazione verso altre religioni e atei”. Perché l’accordo entri in vigore bisogna ora attendere il parere del Vaticano. “Il Governo – conclude – spera che l’accordo possa essere ratificato prima o durante la visita del Pontefice in Slovacchia nel prossimo settembre. Accordi simili sono previsti anche con le altre chiese”. Intanto scade il 23 luglio il termine entro il quale il Presidente della Repubblica dovrà decidere se ratificare la legge sull’aborto che consente l’interruzione della gravidanza fino a 24 settimane in presenza di malformazoni del feto. “Anche in questo caso conclude Gavenda la Chiesa ha subito un attacco frontale per la sua ferma opposizione alla legge”.