La pastorale è sempre "vocazionale"” “

Pastorale vocazionale significa soprattutto “preghiera e formazione, non è reclutamento di candidati per i seminari”; “ogni membro della Chiesa ha una chiamata, e compito della pastorale è aiutare a scoprire quale sia il proprio posto”; “la pastorale vocazionale va strettamente integrata nella nuova evangelizzazione”. Sono alcune delle “piste di lavoro” emerse durante l’Incontro annuale del Servizio europeo per le vocazioni (Evs) che si è svolto nei giorni scorsi a Varsavia su “L’integrazione di una rinnovata pastorale vocazionale nelle strutture della pastorale ordinaria”. 65 i partecipanti, tra cui 12 vescovi responsabili della pastorale vocazionale di altrettante Conferenze episcopali, e i delegati nazionali degli uffici e dei centri vocazionali europei. “Affinché in Europa vi sia in futuro un numero sufficiente di consacrati e sacerdoti – attualmente sono 208.659 – è importante che la pastorale vocazionale sia strettamente integrata nel programma della nuova evangelizzazione” ha osservato il delegato dei vescovi polacchi, mons. Stefan Regmunt “Una strategia pastorale che non comprenda la dimensione vocazionale non è di fatto una pastorale e quindi non può essere efficace” gli ha fatto eco Amedeo Cencini, docente alla Pontificia Università Gregoriana. Secondo il primate di Polonia e arcivescovo di Varsavia, card. Jozef Glemp, “ciò che conduce a nuove vocazioni è il ‘mistero’ nascosto nella preghiera individuale e familiare, come pure nello stile di vita dei sacerdoti”. A conclusione dei lavori, l’assemblea ha designato il nuovo coordinatore Evs che succederà a mons. Rainer Birkenmaier. Si tratta dell’irlandese padre Kevin Doran. Appuntamento a Strasburgo nel luglio 2004 per il prossimo incontro.