“Promuovere una cultura cristiana della strada per evitare incidenti”. È questo l’obiettivo della campagna “Guidati!” ( Condùcete) indetta dai responsabili della pastorale della strada della Conferenza episcopale spagnola per quest’estate. Solo nel 2002, sono morte in Spagna 4.026 persone per incidenti stradali. Il vescovo responsabile dell’apostolato della strada, mons. Carmelo Echenagusía Uribe, ausiliare di Bilbao, fa un appello alla responsabilità, ricordando che chi guida una macchina o qualsiasi altro veicolo deve prima “guidare se stesso, controllarsi, essere responsabile”. La Giornata di responsabilità nel traffico si celebrerà il prossimo 6 luglio e la campagna durerà fino a settembre. Nel messaggio di quest’anno, i vescovi mettono in evidenza il cambiamento di personalità di chi guida: “Persone che nella vita ordinaria sono gentili e educate, mentre guidano diventano nervosi, intolleranti e addirittura aggressive in parole e gesti”. Invece, “il buon guidatore è colui che domina il veicolo e non si lascia dominare da questo”, afferma il vescovo. “Né la società né la Chiesa possono rimanere indifferenti di fronte al dramma degli incidenti stradali”, dicono i vescovi spagnoli in un messaggio, che vorrebbero che le strade fossero “luoghi d’incontro di persone, piazze e areopaghi di una nuova civiltà”. La Chiesa cattolica spagnola celebra la Giornata ringraziando anche i professionisti del volante, conducenti di autobus, camion, taxi. Le persone con patente di guida in Spagna sono 20 milioni, la metà della popolazione. Nel secolo XX, si calcola che in tutto il mondo siano morte 35 milioni di persone sulla strada, con 1.500 milioni di feriti.