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“La missione di coloro che lavorano in mare, sulle barche, è straordinaria ma spesso dimenticata. Sono consapevole che coloro che vivono su queste navi sono tra le persone più povere e separate dalle loro famiglie. Meritano tutto il nostro sostegno, ospitalità e cura”. Lo ha detto il card. Cormac Murphy-O’Connor, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, celebrando nei giorni scorsi, il rilancio dell’Aos, ovvero dell’Apostolato del Mare. “Il nostro scopo – ha aggiunto Chris York, direttore nazionale dell’Apostolato – è quello di portare il Vangelo e la Chiesa a coloro che vivono in condizioni isolate. Visitiamo le navi e i loro equipaggi quando giungono al porto. Stiamo cercando di realizzare dei centri ecumenici nei porti dove sarà possibile per i marittimi inviare posta elettronica, telefonare e avere un contatto con le loro famiglie”. L’Apostolato del Mare è un’agenzia della Conferenza episcopale dei vescovi inglesi e gallesi nata nel 1922 e sparsa in 89 nazioni del mondo che fornisce aiuto ed assistenza a marittimi senza distinzione di razza, credo e censo. Collabora con altre agenzie cristiane svolgendo un’intensa attività ecumenica.