Una serie di messe di commemorazione in Portogallo, a New York, a Roma, in Vaticano e in altre chiese e sinagoghe nel mondo, e la consegna di un premio internazionale al cardinale Raffaele Renato Martino e di due medaglie a padre Bernard Jacques Riviere e a Joao Crisostomo. Così verrà ricordato, il 17 giugno, il diplomatico portoghese Aristides de Sousa Mendes, nel cinquantesimo anniversario dalla morte. Il diplomatico è famoso perché, durante la seconda guerra mondiale, “seguendo gli ordini della sua coscienza e non del suo governo spiegano gli organizzatori delle iniziative, la Fondazione internazionale Raoul Wallenberg e il Comitato Angelo Roncalli, in collaborazione con l’ambasciata del Portogallo presso la Santa Sede, il Pontificio Consiglio Giustizia e pace e la Comunità di Sant’Egidio iniziò a rilasciare visti che consentirono a 30.000 persone di salvarsi. Questa decisione ebbe un impatto incredibile su quello che avveniva durante la seconda guerra mondiale: ispirò e facilitò le operazioni di salvataggio da parte di molti altri diplomatici fino alla fine della guerra”. Le azioni di questo diplomatico, che affermava di voler “associarsi a Dio contro gli uomini che agli uomini contro Dio”, verranno ricordate con numerose funzioni religiose che intendono celebrare anche “tutti i diplomatici della seconda guerra mondiale ai quali dobbiamo la vita”.