Europei poco propensi al voto e non sempre informati. Eurobarometro, l’istituto che per conto della Commissione svolge periodici sondaggi di opinione a livello continentale, ha reso noti i risultati di un’analisi su un campione della popolazione dei Venticinque svolto dal 17 maggio al 1° giugno riguardante la disponibilità a votare per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, aggiungendo alcune domande per saggiare la conoscenza di temi di interesse comunitario. “Il 49% degli intervistati conferma di essere certo di votare”, spiegano gli esperti di Eurobarometro, mentre alle scorse elezioni, nel 1999, la percentuale di “disponibilità” era del 49,8. In una precedente inchiesta conclusasi il 16 maggio, il dato era fermo al 45%. Naturalmente il risultato ha forti scostamenti fra un paese e l’altro. Qualche elemento confortante giunge da un’altra risposta: nel precedente sondaggio svolto a quattro settimane dal voto (che si terrà fra il 10 e il 13 giugno a secondo degli Stati), solo il 37% degli aventi diritto indicava esattamente la data delle elezioni; oggi le risposte esatte salgono al 49%. D’altro canto al quesito sul numero di Stati membri dopo l’allargamento dell’Ue, a metà maggio rispondeva esattamente il 40% dei cittadini, oggi la percentuale è scesa al 32, segno che l’informazione e l’attenzione su questo tema sono calate rapidamente. Sulle ragioni addotte per il non voto, “il 59% degli elettori considera che in ogni caso non cambierà nulla”. Il commento dell’istituto demoscopico intravede “una sorta di fatalismo” diffuso fra l’elettorato dei 25. Si nota peraltro che l’avvicinarsi al voto e le campagne realizzate per sensibilizzare i cittadini stanno dando qualche risultato positivo, soprattutto in quei paesi in cui il voto europeo è abbinato a elezioni politiche nazionali o locali.