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Un documento dei vescovi britannici sulla dottrina sociale cattolica ” “” “
‘Cherishing Life’, ovvero ‘Adorare la vita’, è un libretto di 100 pagine con cui i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles si rivolgono ai 5 milioni di fedeli in occasione delle elezioni locali ed europee. Presentato nei giorni scorsi in una conferenza a Vaughan House, dietro la cattedrale di Westminster, la chiesa madre del cattolicesimo inglese, “Cherishing Life” tratta di molti temi legati alla vita quotidiana delle persone, a cominciare dall’esercizio del diritto di voto. Ecco una nostra sintesi del documento. METTERE ORDINE NEI DESIDERI. ‘Adorare la vita’ significa, secondo i vescovi britannici, “coltivare i nostri desideri e le emozioni così che essi rispondano in modo appropriato a cose piacevoli e attraenti. Se i nostri desideri sono ben ordinati non siamo imprigionati, ma liberati sia perché fioriamo come individui sia perché siamo in grado di contribuire con maggiore pienezza alle nostre comunità”. IL BENE COMUNE. Come è già avvenuto nel 1996 con ‘The common good'(‘Il bene comune’), i vescovi chiedono ai cattolici britannici – che hanno riacquistato il diritto di partecipare alla vita civile solo nella seconda metà dell’Ottocento – di valorizzare il voto quale importante strumento di volontà popolare. Nel capitolo intitolato ‘Responsabilità dei cittadini’, i vescovi ricordano che, di fronte a una elezione generale, ogni elettore ha la responsabilità di agire per il bene comune e nello scegliere per quale partito votare, i cattolici britannici dovrebbero “considerare il più ampio spettro possibile di indicazioni”. Inoltre, “nel considerare le opinioni di un particolare candidato bisogna tenere conto del suo atteggiamento nei confronti dei più vulnerabili” e “la sua capacità di difendere la sacralità della vita umana”. I cattolici sono anche invitati, non soltanto a votare, ma a partecipare attivamente alla vita pubblica, attraverso discussioni nei media locali o su Internet. IL VALORE DEI ‘SINGLE’. Importante novità è l’accento posto sull’amicizia e il valore dato allo status di ‘single’. Nel capitolo intitolato ‘Being single’, ‘Essere single’, i vescovi riconoscono che “è una positiva caratteristica della nostra società l’accettazione di vivere da ‘single’, perché le persone tendono di meno a sposarsi per un desiderio di conformità”. Si tratta di una condizione di vita indotta anche dai ritmi di vita della società britannica di oggi dove la maggior parte della giornata di una persona viene trascorsa al lavoro: “L’impegno in un particolare lavoro o responsabilità possono impedire ad alcune persone di coltivare rapporti che potrebbero portare al matrimonio; ciò che rende questa vita sostenibile è la rete di buoni rapporti con altri e soprattutto l’esistenza di alcune forti amicizie”. Gli amici sono, secondo i vescovi, una risorsa importantissima per tutti, anche per chi è sposato. IL TEMPO PER I FIGLI. Consapevoli dell’importanza che il lavoro ha nella società britannica e del fatto che ormai 1 famiglia su 3 in Gran Bretagna è guidata da 1 solo genitore, i vescovi sottolineano che è importante che i datori di lavoro concedano maggiore flessibilità d’orario e astensioni dal lavoro per consentire a papà e mamme di occuparsi dei figli; sarebbe bene, inoltre, che non chiedessero ai genitori che hanno figli piccoli di assumere nuovi carichi di lavoro. ACCENTI DIVERSI. “Non c’è nulla di veramente nuovo nel documento ‘Cherishing Life’ ha spiegato al Sir mons. CHRISTOPHER BUDD, vescovo di Plymouth e responsabile del Dipartimento per la responsabilità cristiana e la cittadinanza – ma il modo in cui i temi fondamentali della dottrina cattolica vengono presentati è diverso. Abbiamo usato un linguaggio più forte del passato per difendere la vita, condannare l’aborto, indicare alcune discriminanti in materia di sperimentazione genetica. Forse la novità più importante è la sottolineatura che l’amicizia è un valore importante, pari all’amore, che in alcuni casi può sostituire la sessualità”. “Spesso la Chiesa cattolica ha messo da parte i single ha affermato mons. Budd – li ha fatti sentire di seconda classe. Noi in questo documento abbiamo voluto dare loro la stessa importanza e dignità delle persone sposate” e “anche su divorzio e omosessualità abbiamo usato accenti diversi dal passato; abbiamo ripetuto l’insegnamento tradizionale della Chiesa, ma abbiamo voluto sottolineare che gli omosessuali devono essere accettati con rispetto, compassione e sensibilità e abbiamo scritto che la Chiesa accetta la legittimità di una separazione legale in circostanze sufficientemente difficili. Quello che abbiamo voluto fare ha concluso mons. Budd – è sottolineare l’importanza della dignità della persona umana; riteniamo che siano la Rivelazione di Gesù Cristo e insieme la ragione umana a rappresentare la bussola che accompagna il cattolico nel mondo”.