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I giovani tedeschi, come i loro coetanei europei, si preparano all’appuntamento di Colonia 2005 ” “” “
Una Chiesa, quella tedesca, caratterizzata dalla molteplicità: parrocchie a prevalenza cattolica, diaspora, diocesi senza fedeli. Mons. FRANZ-JOSEF BODE , vescovo di Osnabrück e presidente della Commissione per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca, ci parla dei giovani tedeschi e della prossima Gmg di Colonia nel 2005. IL LAVORO CON I GIOVANI. “Nel lavoro con i giovani mi colpisce la ricerca del successo della loro vita, delle loro relazioni, e anche la loro paura del futuro, delle prospettive; e poi la ricerca del senso della vita, la domanda se esista un Dio. E la risposta deve essere individuale, non mediata da istituzioni anonime, ma da persone con un volto, che mostrino loro il significato del cristianesimo, della fede. Molti sono alla ricerca di Dio ma senza necessariamente andare in Chiesa o inserirsi nell’istituzione-Chiesa. Questo è un grave problema perché la partecipazione dei tedeschi alla messa non è molto alta (15-18%)”. LA CROCE DELLA GMG. “Questa Croce ha attraversato tanti Paesi ed è stata vista da tante persone: attraverso questa Croce anche Cristo, il Crocifisso ha un altro volto, più umano: ciò esercita un certo fascino anche nelle persone non legate strettamente alla Chiesa”. RITORNO ALLA RIFLESSIONE. “In Germania, vi è una nuova ricerca sull’atteggiamento da assumere per il futuro, se si debba cambiare, prendere nuove abitudini di vita, il rapporto tra generazioni. Vi è un ritorno alla riflessione, non si pensa più alla giornata. Ciò non significa automaticamente uno sviluppo della spiritualità ma perlomeno si comprende che non c’è solo il tempo per acquistare e avere; e mi sembra che l’era di un certo secolarismo puro, una società completamente secolarizzata sia ormai superata. Se questa ricerca di punti fermi, di spiritualità, di religiosità, di esoterismo per certi aspetti, possa tradursi nell’incontro con la Chiesa, rimane da vedere. Ma ora, con la Gmg e tutto ciò che la circonda, abbiamo una possibilità per offrire qualcosa con cui le persone possono vivere la Chiesa in un modo diverso, credere inseriti in una grande comunità e non in modo puramente individualistico. Questi grandi preparativi rappresentano l’opportunità di mostrare qualcosa della Chiesa al di là dell’immagine puramente individualistica della fede”. FEDE E INDIFFERENZA. “Molte persone, non solo giovani, non riescono a dare una risposta alla domanda ‘Cosa mi manca senza la fede?’. Non riconoscono più che la fede è un aiuto per la vita. E se i giovani non vedono l’esempio nei loro genitori – che magari dicono loro di andare a messa, di frequentare i sacramenti ma non dimostrano il perché – Dio diventa una persona non importante, può esistere ma non interessa più. Non si mette in discussione l’esistenza di Dio, ma non ha significato ai fini della propria esistenza. Per la pastorale non solo giovanile, è importante dimostrare che la fede fa qualcosa nella mia vita, che posso affrontare meglio certi problemi della mia vita, non è qualcosa di automatico”. GIOVANI ED EUROPA. “Da un lato, ci sono giovani, chiusi nei loro valori e nei loro mondi, che non hanno alcun interesse alla Germania, alla politica e alla società, e quindi non interessati neanche all’Europa. Ma l’altra faccia della medaglia è costituita da molti giovani, anche non praticanti, disposti a partecipare alla Gmg come volontari. Dicono ‘no’ alla politica, ma sono si impegnano per la pace, per la giustizia, per la conservazione del creato: con la Gmg questi giovani possono essere aperti anche ad altri mondi. Credo che l’incontro di Colonia venga proprio a proposito in occasione dell’allargamento Ue perché attendiamo molti giovani dall’Est. Il loro interesse è grande e questa è un’occasione per promuovere il pensiero europeo. Vorrei citare un esempio: per la festa del Corpus Domini, a Brema, città fortemente secolarizzata, le scuole cattoliche hanno organizzato una festa aperta a tutti, in cui verrà celebrata una messa. I giovani hanno scelto l’argomento dell’unità: ‘Promuovere l’unità in Europa’. Sono piccoli segni che mostrano che dopo tutto, i giovani si confrontano con i grandi temi. E vogliamo tener presente tutto questo nell'”opera d’arte” Gmg, inserendo in modo diverso aspetti e pensieri differenti tra loro”.