“Una partecipazione attiva alle elezioni” poiché “la passività e il rifiuto sarebbero incompatibili con la responsabilità cristiana”. È quanto auspicano i vescovi della Lituania in un appello rivolto nei giorni scorsi ai cittadini del Paese in vista delle elezioni dell’Europarlamento e di quelle straordinarie per la nomina del nuovo presidente della repubblica baltica dopo la destituzione di Paksas nelle scorse settimane. Senza nominare candidati o partiti, i presuli indicano i principi generali che devono ispirare gli elettori. Innanzitutto mettono in guardia dalla “tendenza di alcuni politici a strumentalizzare l’autorità della Chiesa per dimostrare la loro prossimità al clero e alla gerarchia” invitando piuttosto a valutare le prese di posizione “sui valori della famiglia, della dignità della persona umana e delle radici cristiane del continente”. Per i vescovi “alcuni candidati parlano apertamente di ‘conseguire vantaggi’ o di ‘competere con le altre nazioni'”, ma “ad essi mancano progetti positivi”. I presuli esortano inoltre a tenersi lontano dai politici che “in precedenza hanno collaborato attivamente con i sistemi repressivi”. Quanto alle elezioni presidenziali, deplorando “la contrapposizione tra i diversi strati della società lituana”, il documento suggerisce di dare il voto ad “un leader conciliatore, moderato, dotato di saggezza politica ed esperienza in campo internazionale”.