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Non solo calcio, soldi, tv” “

2004, anno dello sport: un europeo su tre è praticante” “” “

“Muovi il corpo, attiva la mente”: è questo lo slogan che dal 1° gennaio 2004 viene rilanciato in centinaia di manifestazioni programmate per l’Anno dell’educazione attraverso lo sport, proclamato dal Consiglio dell’Ue e dal Parlamento di Strasburgo. Dodici mesi dedicati alla salute e al divertimento, ritenuti elementi essenziali per un più complessivo benessere psico-fisico dei 450 milioni di europei. A fare da traino all’iniziativa, e soprattutto per farla conoscere al grande pubblico, spiccano tre grandi appuntamenti estivi, ormai prossimi: i Campionati europei di calcio, in calendario a giugno in Portogallo; le Olimpiadi, che si terranno ad Atene nel mese di agosto; le Paraolimpiadi (sport per disabili), attese per settembre sempre nella capitale greca. Il “matrimonio” tra educazione e sport. La commissaria europea all’educazione e alla cultura, Viviane Reding, spiega così il senso di questo anno: “La collaborazione tra lo sport e l’educazione in Europa può volgere lo sguardo su una lunga e vivace storia. Già nella culla della nostra civiltà, cioè nell’antica Grecia, i filosofi come Socrate e Aristotele erano a conoscenza dell’inestimabile importanza che lo sport rappresenta per lo sviluppo della persona. Oggi un europeo su tre pratica regolarmente sport – prosegue la commissaria lussemburghese -. Ma il ruolo che lo sport rappresenta nella crescita e nella vita di ogni singola persona deve essere ulteriormente rafforzato. Le attività sportive possono contribuire positivamente allo sviluppo generale di un soggetto, alle sue capacità sociali, come pure per rafforzare l’orgoglio e la disponibilità alle prestazioni”. L’Ue ha investito risorse per sostenere conferenze, meeting agonistici, oltre a 185 progetti in tutto il continente per realizzare gli obiettivi prefissati per quest’anno: i partner principali sono le scuole, le università, ma anche le associazioni in cui si pratica lo sport amatoriale. Anche per rilanciare l’idea che lo sport non è fatto solo di calcio, soldi, tv e star televisive. Una vera sportiva che fa le valigie per Atene. È questo sport, praticato con passione, che si pone per obiettivo principale quello di crescere sani e di divertirsi socializzando con tante altre persone, che ha in mente Laura Zanazza, atleta della nazionale italiana di nuoto sincronizzato, medaglia di bronzo con la squadra e medaglia d’argento per la “combinata” ai campionati europei svoltisi a Madrid dal 5 al 9 maggio scorso. Laura, assieme alle altre 9 “ondine” azzurre, si è qualificata per le Olimpiadi di Atene: “È il più bel coronamento di tanti anni di fatiche in piscina e di dedizione a questa specialità. La qualificazione stessa è il più bel traguardo che ci augurassimo; ma ora ci stiamo preparando per confrontarci a testa alta tra le otto squadre migliori al mondo”. Laura ha 22 anni; è nata ad Angera, in provincia di Varese, e ora vive con mamma, papà e una sorella a San Vittore Olona, non lontano da Milano. Veste i colori della Busto Nuoto e allena le “esordienti” della società Rari Nantes di Legnano. “Ho cominciato a nuotare a 6 anni – racconta, dando voce ai milioni di veri sportivi, che si allenano e gareggiano senza giungere sotto i riflettori della notorietà -. Ho sempre accostato lo sport allo studio; dopo il liceo, ora frequento la facoltà di Scienze motorie a Milano. Per me anche questo significa diventare adulti: praticare lo sport che amo, stare bene con le altre persone, condurre con responsabilità i miei impegni. I miei primi tifosi sono la mia famiglia e il mio ragazzo. Poi ci sono le sincronette che alleno io, che mi vogliono un gran bene”. “Fare sport per crescere, questo è De Coubertin”. La nazionale di “sincro” è composta da ragazze di tutta Italia: si allenano a Roma, fino a nove ore al giorno: “Certo, cerchiamo di dare il massimo. Vogliamo fare bella figura e coronare tanti anni di impegno”. Per queste giovani non ci sono contratti d’oro, soldi, servizi televisivi. Anzi, i mass media tendono a ignorare queste discipline a tutto vantaggio di quelle che hanno maggiori ritorni pubblicitari e di bilancio. “A noi basterebbe – prosegue la Zanazza – poterci allenare in condizioni ottimali: avere una piscina olimpionica per provare le figure, una palestra attrezzata. Non chiediamo di più…”. Ma tu credi allo spirito di De Coubertin? E l’Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport è, a tuo parere, una iniziativa che ha valore? “Tutte le persone che fanno sport per divertirsi e per star bene credo incarnino appieno lo spirito olimpico – aggiunge decisa Laura -. Abbiamo a cuore il nostro corpo, ma non rinunciamo a misurarci con gli altri. Si cresce sia vincendo che perdendo. Anzi, dagli insuccessi si impara di più, si è spinti a fare i conti con i propri limiti, a far del proprio meglio la volta successiva. Anche quando sono nei panni dell’allenatrice cerco di insegnare questo alle nostre ragazze, a partire dal semplice amore per lo sport”.