unione europea" "
Alcuni numeri per capire un Continente sempre più grande” “” “
Secondo dati raccolti da Eurostat, Eurobarometro, Oms, il 79% degli abitanti dei Quindici si dice soddisfatto della propria vita, mentre tra i Dieci nuovi stati membri dell’Unione europea solo il 61%. Il 54% degli abitanti dei Quindici afferma, inoltre, di essere soddisfatto del grado di democrazia raggiunto nel proprio Paese, percentuale che si abbassa al 29% nei Dieci. Ad avere più fiducia nell’Unione sono i cittadini dei Dieci con il 43% (42% nei Quindici). Il 77% degli abitanti dei nuovi Paesi membri si dice orgoglioso “di essere europeo” (tra i Quindici la percentuale scende al 61%). Si tratta di risposte che mostrano come il cammino per l’unità europea sia ancora lungo. Il 1 maggio è stata solo una tappa importante a cui ne dovranno seguire altre. Abbiamo cercato di “dare alcuni numeri” (fonte: Europa.eu.int – news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe) per descrivere la nuova Europa. Il continente invecchia. Con i suoi 455 milioni di abitanti l’Europa dei 25 ospita il 7,3% della popolazione mondiale, terza area demografica del mondo dopo la Cina e l’India. Però è un continente che invecchia: la popolazione sotto i 15 anni rappresenta solo il 16,8% del totale. Ricchi e poveri. Nell’Europa dei Venticinque aumentano i divari: la regione più ricca è quella di Londra con un pil per abitante equivalente al 260% della media dei Quindici. Segue Bruxelles, Lussemburgo, Amburgo e l’Ile-de-France. Le regioni più povere si trovano in Polonia (dal 29 al 33%). Prima dell’allargamento il fondo di questa classifica era occupato da tre regioni greche e dall’Estremadura spagnola. Tra i Dieci nuovi membri solo Bratislava e Praga superano la media dell’Europa dei Quindici. Il prodotto interno lordo dell’Europa è di 9600 miliardi di euro, ovvero il 28% della ricchezza mondiale. Il Pil americano supera gli 11 mila miliardi di euro. La sua quota di commercio internazionale raggiunge il 20%, quella degli Usa il 26%. Le esportazioni dell’Unione allargata raggiungono i 903 miliardi di euro all’anno, le importazioni 943. Il commercio intracomunitario rappresenta il 66% del volume complessivo degli scambi dei 25. Gli europei possiedono meno automobili degli americani (46 ogni 100 abitanti contro i 75 degli Usa), meno computer (31 contro 66) ma più cellulari (74 contro 49). Torre di Babele. Con l’allargamento il numero di Stati membri aumenta del 67% (da 15 a 25) e quello delle lingue ufficiali dell’82% (da 11 a 20). Dal 1958 la legislazione comunitaria deve essere redatta in tutte le lingue ufficiali. Di fatto oggi più del 55% dei documenti della Commissione è redatto in inglese, meno del 30% in francese e il 5% in tedesco. Secondo alcune stime nei concorsi per funzionari europei organizzati in precedenza dai Quindici il 60% dei candidati sceglie l’inglese come seconda lingua, il 20% il tedesco e il 12% il francese. Seimila cittadini dei dieci nuovi Paesi andranno a raggiungere entro il 2010 gli attuali 33 mila ‘eurocrati’. Di questi 3.400 si ritroveranno alla Commissione che conta adesso 23 mila funzionari; 830 andranno ad ingrossare le fila dei 1300 traduttori e dei 450 interpreti. Le pagine da tradurre passeranno da 1,5 milioni a 2,4 milioni all’anno, le combinazioni linguistiche 180. Quale stipendio per gli eurodeputati? Gli eurodeputati passeranno da 626 a 732. In mancanza di uno status uniforme i loro stipendi saranno modellati su quelli dei parlamentari nazionali. Con ovvie disparità: si passa dai 2.500 euro al mese per gli spagnoli ai 12 mila euro per gli italiani. Si discuterà, dopo le elezioni di giugno, una proposta del Consiglio dei Ministri dell’Unione, risalente al 2000, che prevede una paga media intorno ai 7 mila euro mensili. Polemiche in vista. Il valore della terra. L’agricoltura è un settore vitale della politica europea. La Pac (politica agricola comune) assorbe il 46% (oltre 45 miliardi di euro) delle spese europee. In questo campo i Quindici hanno dimostrato una “relativa generosità” nei confronti dei nuovi membri: ogni agricoltore nel 2004 riceverà solo il 25% degli aiuti concessi ai suoi colleghi dei Quindici, il 30% nel 2005, il 35% nel 2006 per arrivare ad una piena equiparazione nel 2013. Fuga di cervelli? Secondo uno studio pubblicato lo scorso febbraio solo 220 mila persone all’anno (ovvero su cinque anni l’1% della popolazione dei nuovi Stati in età lavorativa) hanno la ‘ferma’ intenzione di trasferirsi ad Ovest. L’Osservatorio francese delle congiunture economiche (Ofce) stima il numero in tre milioni. I più sedotti sono i giovani, spesso laureati. I futuri confini. Le prossime frontiere europee si allargheranno alla Bulgaria e alla Romania, probabilmente nel 2007. Sui Balcani occidentali non si fanno previsioni. Poco realistiche, al momento, le adesioni di Russia, Ucraina, Bielorussia e Israele. In autunno si saprà se ci sono le condizioni per l’apertura di un calendario negoziale per la Turchia. Nessun impegno con la Croazia che ha fatto domanda di ingresso.