Spopolamento e deprezzamento delle zone rurali, perdita di identità dei suoi abitanti e diffusione di un sentimento generalizzato di impotenza nei confronti di un sistema di agricoltura intensiva sempre più aggressivo. Sono alcuni dei pericoli che gli abitanti delle zone rurali in Europa avvertono con maggiore preoccupazione. A studiare l’impatto che il processo di integrazione europea può avere sulle regioni rurali è stato un seminario organizzato a Altenkirchen (Germania) dal 9 al 13 maggio dalla “Rete rurale delle Chiese europee” (Cern) e dalla Commissione “Chiesa e Società” della Kek. In una risoluzione finale sottoscritta dai 40 partecipanti al seminario, le Chiese esprimono l’auspicio che la costruzione di una identità europea comune contempli anche il richiamo ai “valori etici e sociali”, garantisca “una varietà di culture e paesaggi” e incoraggi “la solidarietà tra i popoli, le generazioni e tra la città e la campagna”. Riguardo al miglioramento economico dell’ambiente rurale, le Chiese chiedono “il riconoscimento e il rispetto per l’agricoltura biologica”, misure a sostegno delle comunità rurali. Le chiese temono infatti che il processo europeo di centralizzazione dell’economia e della politica possano contribuire a danneggiare ulteriormente e a spopolare le zone rurali e che il processo di integrazione conduca “ad una Europa dei consumatori piuttosto che ad un’Europa delle persone”.