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Protestanti: critica alla politica Ue per i rifugiati” “

Le Chiese protestanti chiedono all’Unione europea di migliorare le politiche di protezione dei rifugiati e criticano le procedure messe in atto dagli Stati membri, che scaricandosi la responsabilità da un paese all’altro realizzano nel continente una vera e propria “catena di deportazione”. E’ il messaggio contenuto nella dichiarazione finale con la quale si è conclusa il 12 maggio a Liebfrauenberg (in Alsazia, Francia) la consultazione promossa sui temi delle migrazioni dalle Chiese europee protestanti. All’incontro – al quale hanno partecipato circa 80 operatori ed esperti – erano attivamente presenti anche la Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme) e la Commissione “Chiesa e Società” della Kek. Nella dichiarazione – approvata dai partecipanti – “le Chiese si oppongono risolutamente al progetto dell’Ue di delegare la responsabilità dell’accoglienza dei rifugiati agli stati che non fanno parte dell’Unione europea”. Secondo le chiese, la possibilità di dichiarare “in modo unilaterale” gli Stati non europei “paesi terzi di asilo” “trasferisce la responsabilità della protezione dei rifugiati agli Stati più poveri. Questo potrebbe incoraggiare questi altri Stati a non riconoscere la loro responsabilità nei confronti della Convenzione di Ginevra e di passare la responsabilità ad altri ancora, con la conseguenza di realizzare una vera e propria catena di deportazione. Il tutto in contraddizione con la Convenzione di Ginevra e i principi della legge internazionale a favore dei diritti umani”. Si calcola nel mondo 175 milioni di migranti e 20 milioni di rifugiati. Questi ultimi sono obbligati a cercare protezione al di fuori della loro patria perché vittime spesso di persecuzioni a causa della loro fede politica o religiosa, dell’origine etnica o perché sono membri di un determinato gruppo sociale. Altra ragioni di fuga sono le guerre o gravi violazioni dei diritti umani.