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“Nell’Irlanda del Nord la società è pervasa dalla diffidenza”; prima di ogni altra cosa “occorre ripristinare la fiducia, precondizione necessaria per la condivisione pacifica degli spazi, del poteri, delle responsabilità, e per la riconciliazione”. L’arcivescovo Séan Brady, primate d’Irlanda e presidente della Conferenza dei vescovi irlandesi, nel corso di una conferenza tenuta nei giorni scorsi al “Centro per la pace e la riconciliazione Santa Ethelburga”, sorto presso l’omonima chiesa di Londra a seguito di un attentato terroristico in cui l’esplosione di una bomba ha causato nel 1993 la morte di un uomo e il ferimento di 51 persone, ha affermato che “i protestanti devono accettare tutte le implicazioni degli Accordi del venerdì santo (1998, ndr.) e la legittimità dell’aspirazione nazionalistica ad un’Irlanda unita”. I cattolici, da parte loro, “devono contrastare con energia le azioni dei gruppi armati non democratici nella nostra comunità”. “La prima vittima della violenza e dell’ingiustizia è la fiducia ha proseguito Brady ; occorre pertanto combattere l’ambivalenza che persiste nella comunità cattolica” a causa “della presenza e delle azioni di gruppi armati antidemocratici e totalmente irresponsabili”. Non si può aspirare “ad una società più giusta e libera e, al tempo stesso, essere tolleranti con le forze che all’interno della nostra stessa comunità contraddicono questi principi”. Per il Primate d’Irlanda i cattolici e i nazionalisti dovrebbero inoltre “impegnarsi di più per creare nella comunità protestante maggiore fiducia per quanto riguarda il futuro della loro identità religiosa, culturale e politica”. Ai protestanti e agli unionisti, favorevoli a rimanere sotto il governo inglese, l’arcivescovo chiede invece di “accettare in pieno le condizioni stabilite dagli Accordi del venerdì santo e la presenza nell’Irlanda del Nord di cittadini con forte identità ‘irlandese'”, e ciò significa “riconoscere il diritto della comunità nazionalista alla parità, compreso quello di esprimere e celebrare la propria identità”. Per Brady “la fiducia si costruisce soltanto attraverso azioni concrete, dalle parole che utilizziamo alle decisioni politiche che assumiamo. I principi per la risoluzione di questo conflitto storico non sono cambiati” ma oggi è necessario “affrontare gli aspetti più controversi di ciò che è già stato approvato e andare oltre, preferibilmente calandosi ognuno nei panni dell’altro”. “Negli ultimi anni abbiamo riscontrato importanti progressi ha concluso – ed io rimango personalmente convinto che nei mesi futuri essi potranno essere consolidati. Il conflitto dell’Irlanda del Nord è una significativa testimonianza dei pericoli di una relazione priva di logica tra fede e identità, basata su presunti motivi di superiorità, esclusione, sospetto; il presente testimonia, invece, la capacità di ‘guarigione’ e di riscatto di chi crede in un approccio fondato sui valori del perdono, della riconciliazione e della giustizia”.