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I grandi valori” “” “

La Comece, Commissione ” “degli episcopati della Comunità europea, ha reso noto il 10 maggio” ” a Bruxelles una dichiarazione in vista delle elezioni del 10-13 giugno” “” “

Il voto, “dovere morale” per tutti i cittadini. Il documento, intitolato Un’opportunità di concretizzare i nostri valori, ribadisce ancora una volta l’opzione “europeista” della Chiesa cattolica e sottolinea il diritto-dovere di tutti i cittadini, e quindi dei credenti, a recarsi alle urne in occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. Ma il testo, che porta le firme di 20 vescovi presieduti dal tedesco Josef Homeyer, indica anche problemi e pone domande sulla “qualità” e sull’identità dell’Europa che si sta edificando. “È utile ricordare – vi si legge – che l’ingresso dei 10 nuovi Stati membri, lo scorso 1° maggio, manifesta il superamento nel nostro continente della divisione ereditata dagli accordi di Yalta. Tanto per l’Est quanto per l’Ovest, questo progetto di integrazione europea è una risposta alla guerra e al totalitarismo che hanno lacerato l’Europa nel corso della sua storia recente. Votando in occasione di questa elezione, ciascuno di noi beneficerà del privilegio della pace e della democrazia” tutt’oggi “negato a milioni di persone nel mondo”. La Comece sottolinea poi la centralità del ruolo dell’Europarlamento entro il sistema istituzionale e politico dell’Ue, accanto al Consiglio e alla Commissione, quale garante di democrazia e come “voce” dei 450 milioni di cittadini dell’Ue. È dunque “interesse” e “dovere morale” dei cittadini esprimersi per influire sulla futura composizione dell’emiciclo. Difesa della vita, scelta preferenziale per i poveri. “Il prossimo Parlamento europeo – proseguono i vescovi – affronterà temi che oggi preoccupano tutti noi e che avranno un impatto sulle generazioni future”. Di conseguenza “noi incoraggiamo i cattolici, così come gli elettori di tutte le confessioni, a informarsi accuratamente sui candidati e sui programmi dei partiti politici e di operare la scelta in funzione di ciò che essi promettono di fare in quanto deputati europei nel corso dei prossimi cinque anni”. Segue un elenco di problematiche che toccano il futuro dell’Unione. Si comincia con il delicato tema del rispetto della vita: “In quanto cristiani, noi reputiamo che la vita umana è sacra e inviolabile, dal suo concepimento fino alla morte naturale. Sebbene non sia di competenza del Parlamento europeo legiferare a proposito di questioni quali l’aborto e l’eutanasia, esso vigilerà sul rispetto della vita umana in tutti i suoi stadi e lo garantirà nel quadro del finanziamento della ricerca scientifica?”. I vescovi incalzano poi su: la protezione del Creato, la costruzione del bene comune, la tutela della famiglia, l’impegno per l’educazione e la cultura, la prioritaria attenzione ai poveri e agli immigrati. Altre annotazioni riguardano la pace (“favorire le azioni che rimuovono le vere radici dei conflitti” e operare nel “rispetto del diritto internazionale”), l’onestà nella vita pubblica. Europa unita, la Chiesa in prima fila. I vescovi europei auspicano quindi la rapida approvazione del Trattato costituzionale, riferimento fondamentale per la costruzione dell’Europa unita; si impegnano sin da ora “a promuovere i valori stabiliti nella Costituzione” e, allo stesso tempo, rilanciano la proposta avanzata assieme alle altre Chiese “in favore di un riferimento aperto ed inclusivo – nel preambolo della Carta – al patrimonio cristiano dell’Europa”. Mons. NoËl Treanor, segretario generale della Comece, presentando il documento ha fatto riferimento ad altre tematiche di primaria rilevanza per i vescovi europei, fra cui la diretta e responsabile partecipazione dei cittadini alla costruzione della “casa comune”, la presenza dei simboli religiosi nelle società moderne e secolarizzate (“i segni sono importanti, ma ancor più rilevanti sono i valori ad essi sottesi”, ha spiegato), la libertà di esprimere la propria fede in ogni paese. La Comece si conferma con questa dichiarazione quale soggetto propositivo e convinto della scelta verso un’Europa dei popoli e degli Stati: i vescovi europei di recente hanno fra l’altro accolto i rappresentanti delle conferenze episcopali dei Paesi di nuova adesione. A marzo l’organismo ecclesiale aveva pubblicato un lungo documento dedicato alla famiglia, mentre a fine aprile era stato reso noto un pronunciamento sulla solidarietà, intesa come principio basilare per realizzare l’allargamento dell’Unione verso Est e il Mediterraneo.