Paesi baltici: dichiarazione congiunta sull’Europa” “

“I nostri Paesi baltici possiedono un ricco patrimonio che può offrire un autentico contributo allo sviluppo umano e spirituale della ‘nuova’ Europa. Le nostre nazioni, che hanno conosciuto l’esperienza dolorosa di una vita priva di libertà in una società atea, possono testimoniare l’importanza della fede e dei valori religiosi per la salvaguardia della dignità umana e il pieno sviluppo della persona”. È quanto scritto nei giorni scorsi, in occasione del quinto incontro a Tallinn (Estonia) delle Conferenze episcopali baltiche, dai vescovi di Lituania, Lettonia ed Estonia in una dichiarazione congiunta pubblicata il 29 aprile, memoria liturgica di Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa e compatrona d’Europa. Alla vigilia dell’allargamento a venticinque, il card. Audrys Juozas Backis, arcivescovo metropolita di Vilnius, il card. Janis Pujats, arcivescovo metropolita di Riga, e l’amministratore apostolico dell’Estonia, l’arcivescovo Peter Zurbriggen, affermano di condividere “pienamente la gioia e l’orgoglio dei nostri cittadini in questa fase di svolta della storia delle Terre che amiamo” e, pur “riconoscendo le gravi sofferenze del passato, guardiamo con fiducia e coraggio alle opportunità e alle sfide del futuro”. “In quanto vescovi della Chiesa cattolica – si legge ancora nella dichiarazione – richiamiamo il ruolo fondamentale che la fede cristiana ha giocato nella storia del nostro continente”, e “come europei vogliamo riaffermare, facendo nostre le parole di Giovanni Paolo II, che ‘una società che dimentica il passato rischia di non saper fronteggiare il presente e, ancora peggio, di divenire vittima del proprio futuro'”. “I nostri Paesi – continuano i presuli – hanno riguadagnato l’indipendenza a caro prezzo; di conseguenza apprezzano molto i valori di libertà e giustizia”. Per il futuro del continente, tuttavia, “occorre proclamare e difendere i valori della dignità umana, la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, il ruolo centrale della famiglia basata sul matrimonio, la solidarietà verso i poveri, il principio di sussidiarietà, il ruolo della legge”.