La crisi irachena monopolizza ancora l’attenzione dei principali quotidiani internazionali, dopo l’ultimatum lanciato all’Italia dai sequestratori dei tre ostaggi. Del video mostrato dalla tv araba “Al Arabya” si occupa, ad esempio, Le Monde del 28/4, con un articolo in cui Jean-Jacques Bozonnet si sofferma sulle reazioni del governo italiano al “ricatto” dei sequestratori iracheni. “Il presidente del Consiglio italiano ricorda il quotidiano francese ha più volte ripetuto che il contingente italiano sarebbe rimasto in Iraq. Ormai piuttosto discreto sulle negoziazioni in corso, il governo ha smentito a più riprese le voci su un versamento di un riscatto. Lunedì sera, il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ha dichiarato che il governo ‘continua a fare di tutto per la liberazione degli ostaggi in Iraq e la restituzione delle spoglie mortali di Fabrizio Quattrocchi'”. “L’Iraq mette in moto l’Europa”, è il titolo di Avvenire (28/4), che ospita un editoriale in cui Giorgio Ferrari dà una lettura positiva del modo in cui un’Europa “solo in apparente ordine sparso” affronta la crisi irachena. Secondo l’autore dell’articolo, infatti, “c’è una immensa capacità di elaborazione politica nell’Europa di oggi, molto più significativa delle divisioni che la solcano. La nostra ricchezza sta proprio in questa somma di diversità. C’è chi ha fiducia nonostante tutto, nello spirito europeo. E noi siamo fra questi”. La vicenda degli ostaggi italiani anche nelle prime pagine dei quotidiani spagnoli. “Gli italiani manifesteranno per la libertà degli ostaggi”, si legge su El Periódico (28/4). Il quotidiano aggiunge che “questi cortei sono strettamente umanitari e pacifisti” e che “il governo e l’opposizione in Italia hanno rifiutato ieri l’ultimatum dei sequestratori dei tre italiani in Iraq”. Sul ritiro spagnolo dell’Iraq sempre Il Periódico (28/4) rilancia la notizia che “José Luis Rodríguez Zapatero annuncia il ritiro delle truppe entro il 27 maggio“. All’Europa, a Cipro e all’allargamento sono dedicati numerosi commenti della stampa francese e tedesca. La Croix del 26/4 dedica il titolo d’apertura ad un “benvenuto in Europa” ai 10 nuovi Paesi membri, ospitando nelle pagine interne un ampio dossier su “tutto ciò che si deve sapere sull’Europa a 25”, prima tappa di una “grande inchiesta” di sei settimane dedicata dal quotidiano cattolico d’oltralpe al processo di allargamento. “L’Europa è il commento di Dominique Quinio nell’editoriale di presentazione dell’iniziativa fa cadere i muri. Ancora non tutti. Attira i Paesi che sono alle sue frontiere, ma delude talvolta i suoi antichi membri. Bisogna convincere e convincere ancora”. “ La speranza che una Cipro unita potesse entrare nell’Ue il 1° maggio si è infranta… contro la grettezza dei leader politici del sud greco, ma anche contro le paure di molti greco-ciprioti. Evidentemente, la diffidenza nei confronti dei turchi è più profonda di quanto si pensasse“, scrive Gerd Höhler sulla Frankfurter Rundschau (26/4). “ I greco-ciprioti e i loro politici… pagheranno caro il loro ‘no’. Finora avevano goduto della solidarietà della comunità internazionale. Si sono giocati questo capitale. Nessuno li ascolterà più quando si lamenteranno per l’ingiusta occupazione turca e la divisione della loro isola“. Per Horst Bacia della Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz – 26/4), “ il voto” dei greco-ciprioti “ è uno schiaffo alle Nazioni Unite, agli americani, schieratisi dietro Annan, all’Unione Europea e non per ultimo agli abitanti turco-ciprioti dell’isola. È anche un chiaro ‘no’ alla riconciliazione, alla collaborazione e ad un futuro comune dunque a tutto ciò che rende l’Unione un progetto di pace europea“. Sull’allargamento, Holger Steltzner della Faz (28/4) annota: “ Le opportunità dell’allargamento dell’Ue sono grandi […] Altrettanto alti sono tuttavia i rischi legati al più grande allargamento della comunità […] L’Europa unita deve essere approfondita per poter essere ancorata alle menti e ai cuori delle persone. L’Unione dell’Europa è troppo importante perché possa essere lasciata a pochi euforici politici propugnatori dell’allargamento“. Allo stesso tema il settimanale Der Spiegel (26/4) dedica i servizi di copertina: “ Già ora sembra essere certo uno degli sconfitti dall’allargamento ad est: la Germania est […] Stretta tra i vecchi Paesi economicamente forti e i nuovi Stati in fase di espansione economica, la Germania est rischia di rimanere strangolata“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1292 N.ro relativo : 32 Data pubblicazione : 30/04/04