Il Parlamento europeo ha adottato una relazione sui diritti umani nel mondo nel 2003 e sulla politica dell’Ue in materia. I deputati che condannano il terrorismo come “una delle sfide più serie cui la comunità internazionale si trova a dover far fronte”, ritengono altresì che la lotta contro di esso deve essere intrapresa nel quadro del diritto internazionale, chiedendo, tra l’altro, alle autorità statunitensi “di porre immediatamente termine all’attuale limbo giuridico in cui i detenuti di Guantánamo Bay sono stati relegati”. Essi ritengono che le questioni legate ai diritti umani dovrebbero essere discusse più apertamente e regolarmente nel quadro delle riunioni dei Consigli di associazione/cooperazione e dei vertici Ue con i Paesi terzi. TURCHIA. In riferimento alle stesse questioni, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sull’esito del processo contro Leyla Zana Premio Sakharov 1995 e altre tre ex parlamentari turchi ad Ankara che ha riconfermato la sentenza a 15 anni di detenzione nei loro confronti, contrariamente alle indicazioni fornite dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo e in contraddizione con la riforma giuridica avviata dal governo turco. PAKISTAN. Anche nei confronti del Pakistan, il Pe ha adottato una risoluzione che, pur prendendo atto “delle misure decisive seppure impopolari nel paese, adottate contro Al Qaida e il ritorno dei talebani nel Waziristan” e “dell’importante ruolo che il Pakistan svolge per il rafforzamento della sicurezza globale”, deplora le “gravi e continue violazioni dei diritti dell’uomo” perpetrate a danno delle donne, l’infanzia, le minoranze religiose (tra queste, la comunità Ahmadi e la minoranza cristiana che hanno subito persecuzioni in applicazione delle leggi sulla blasfemia) e i giornalisti.