giovani e lavoro" "

Una "rete" di sostegno” “” “

In cinque Paesi europei per rispondere a situazioni di disagio, difficoltà, esclusione” “” “

Due anni dedicati alla costruzione delle reti di sostegno e promozione del lavoro dei giovani, specie di quelli in situazione di difficoltà e disagio: è questo l’impegno del progetto che vede impegnate realtà quali il Ciofs-Fp (Suore Salesiane per la formazione professionale) per l’Italia, enti pubblici e privati della Regione Provenza Alpi Costa Azzurra per la Francia, il Centro Formazione Scuola-Lavoro in Renania-Palatinato (Germania), “Equal Leon Actua” per la Spagna, e “Meeting the Future” per la Svezia. Offrire competenze e occasioni di lavoro per i giovani è l’mpegno comune, ribadito al IV meeting tenutosi a Roma nei giorni scorsi sul tema “European Pathway to the future”. DAL CONFRONTO ALL’OPERATIVITA’ – “L’obiettivo è di sviluppare proposte innovative per l’inserimento lavorativo e sociale dei giovani a rischio di esclusione. Il mezzo che abbiamo scelto è un lavoro di rete tra i numerosi enti locali, regionali e nazionali coinvolti nelle azioni”: con queste parole suor Angela Elicio, del Ciofs/Fp (Centro italiano opere femminili Salesiano – Formazione professionale), ha presentato la filosofia del progetto “European Pathway to the Furute”, finanziato nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Equal. La religiosa, animatrice del progetto per l’Italia, ha coordinato i lavori del meeting di Roma dedicato al “networking”, cui hanno preso parte esponenti della “rete” europea, costituita da Francia, Germania, Spagna e Svezia. “I diversi ‘attori’ del network – ha spiegato Heiko Bennewitz, uno dei responsabili del progetto in territorio tedesco – avvertono l’esigenza di avere obiettivi, metodi e strumenti chiari, oltre a poter gestire una situazione complessa quale quella della offerta di opportunità lavorative a soggetti appartenenti a diversi gruppi-target: ci sono infatti gli adolescenti e giovani fino ai 27 anni con svantaggi e handicap, i migranti, i tossicodipendenti, i ragazzi in età scolastica che rifiutano la frequenza”. Secondo Roger Raybaud, dell’Autorità regionale di Nizza per la formazione continua, “tra gli strumenti messi in campo dal progetto Equal c’è un sito internet francese in cui i giovani interessati inseriscono i propri dati personali e di competenze scolastiche e professionali, in vista di entrare nel circuito della formazione e lavoro. Così la comunicazione in rete diventa più efficace e tempestiva”. SCUOLA E LAVORO DEVONO COLLABORARE – Di fronte a una percentuale di disoccupati in Europa che oscilla tra il 6 e il 10-11 per cento, secondo i Paesi e le varie aree socio-economiche (percentuale che potrebbe crescere con l’allargamento, a fronte dei nuovi paesi entranti che hanno tassi di disoccupazione più alta), “l’esperienza del networking appare ancora più necessaria – ha spiegato lo svedese Jan Nilsson, sindaco di Astorp, città coinvolta nel progetto nazionale coordinato da Eva Sandel. “Il nostro obiettivo principale – ha detto Nilsson – è di contrastare l’abbandono scolastico e di eliminare la discriminazione che colpisce i gruppi più deboli nel mondo del lavoro, integrando gli sforzi tra realtà amministrative, scuole, attori sociali ed economici”. “Puntiamo molto sull’interazione tra scuola e mondo del lavoro – ha aggiunto la Sandel – attraverso la formazione professionale, i sistemi di certificazione delle aziende, le reti di compagnie che sponsorizzano i vari progetti”. Un percorso analogo è stato illustrato da Graciano Alvarez Fernandez, direttore generale dell’Ildefe, un ente pubblico-privato della zona di Leon che raggruppa una ventina di realtà diverse: dall’Associazione cattolica spagnola per gli Immigrati, alle associazioni amici degli handicappati, dalla Camera di Commercio alla Caritas, dai sindacati alle associazioni degli industriali, dall’università alle banche locali, fino a realtà molto particolari quali l’Associazione delle Mamme Single”. “Ai giovani e ai soggetti in difficoltà – ha detto Fernandez – vogliamo offrire una consulenza a 360 gradi, dall’orientamento alla banca dati, dalla richiesta di lavoro al sostegno assistenziale”. URGONO ATTORI NUOVI E CREATIVI – Lo studioso italiano Dario Ceccarelli, che ha presentato una analisi del “networking” per un più efficace inserimento lavorativo dei giovani – ha rilevato che, “laddove ci sono, risulta positivo il ruolo delle cooperative e realtà sociali, che rispondono meglio e prima alle esigenze lavorative dei settori più svantaggiati”. Secondo Martina Hassel, sindaco della città tedesca di Bad Kreuznach, “ciò che va stimolato all’interno dei progetti di network per l’occupazione è la presenza di partners politici ed industriali che ci credano davvero”. Per la coordinatrice italiana suor Angela Elicio, “l’esperienza della rete e del confronto dei sistemi di network sta dando i suoi frutti e rappresenta il sistema più avanzato per essere solidali in una società complessa come l’Europa”.