Francia e Svizzera: i vescovi precisano” “

Non si tratta di un “repertorio di abusi” né di un catalogo di misure disciplinari. Il documento vaticano “Redemptionis Sacramentum” sulla liturgia dell’Eucarestia non “aggiunge nulla di nuovo” rispetto alla normativa canonica già esistente. La precisazione arriva da due Conferenze episcopali europee, quella belga e quella svizzera, che sono dovute intervenire per rettificare “l’informazione spettacolare” che la stampa ha dato del documento nei due Paesi. Il testo vaticano – scrive in una nota il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Bruxelles – “non è un’opera disciplinare, anche se il documento sottolinea punti molto concreti per una buona celebrazione dell’Eucarestia”. Il documento – aggiunge il cardinale – “non contiene nulla di nuovo. È un catalogo di prescrizioni che già si trovano nei libri liturgici e nel Codice di diritto canonico”. Il card. Danneels fa poi notare che tutte le prescrizioni contenute nel documento possono essere ricondotte ad alcuni principi base. Innanzitutto “nella celebrazione liturgica, ciascuno ha una sua funzione (sacerdoti, diaconi, animatori pastorali e laici)” e “questi ruoli non sono intercambiabili”. L’arcivescovo di Bruxelles interviene anche in merito ad alcune interpretazioni erronee date dalla stampa in merito per esempio al ricorso delle bambine come chierichette (la regola “rimane immutata”) e allo scambio della pace che il celebrante può fare con i fedeli a patto però che “non interrompa né rallenti la celebrazione”. Sulla questione intervengono anche i vescovi svizzeri. “Questo testo – scrivono in una presentazione – non è altro che l’affermazione di principi fondamentali che da sempre riguardano un mistero centrale della fede cattolica”. Era infatti intento della Santa Sede “ritornare alle origini dell’Eucarestia e far meglio comprendere il perché di una pratica piuttosto che di un’altra”. Anche la presidenza della Conferenza episcopale svizzera precisa che il documento intende spronare la chiesa a preparare “con la più grande cura” la celebrazione eucaristica con tutto “il rispetto” che le è dovuta.