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La solidarietà, via per realizzare concretamente l’allargamento e “vocazione di base dell’Unione, che deve avere la priorità sull’obiettivo dello sviluppo economico”. È rivolto ai governanti, ma prima ancora “a tutti i cittadini europei”, il documento che i vescovi dei 25 Paesi membri dell’Ue hanno diffuso alla vigilia del 1° maggio. “La solidarietà è l’anima dell’Unione europea”: questo il titolo della dichiarazione che porta la firma della Comece, Commissione degli episcopati della Comunità europea, e che intende costituire anche un contributo “al processo, tuttora in corso, per l’adozione di un nuovo trattato costituzionale”. LA SOLIDARIETÀ ESPRESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA. Il testo è composto di tre parti. Nella prima “il concetto di solidarietà è presentato quale elemento fondamentale dell’Unione, consacrato nei Trattati ed esaminato alla luce dell’insegnamento sociale della Chiesa”. Nel secondo paragrafo “noi evochiamo affermano i vescovi, guidati dal tedesco Josef Homeyer la necessità di approfondire la solidarietà nell’Unione”, tenendo aperte le porte a eventuali nuove adesioni. La terza parte è espressamente dedicata alla solidarietà fra i Venticinque, con una coraggiosa insistenza sull’opportunità di dotare la comunità di un quadro finanziario adeguato, per favorire lo sviluppo economico e sociale dei nuovi Stati membri. Nella premessa, i responsabili delle diocesi cattoliche sostengono che per il futuro del continente occorrerà “dare priorità all’interesse comunitario, il quale viene prima degli interessi nazionali”. Un eguale richiamo è posto sulla necessità di estendere iniziative solidaristiche verso il mondo intero, in una logica di sostegno allo sviluppo e alla pace. Segue dunque un richiamo ai credenti: “Per i cristiani la solidarietà è l’espressione della loro fede”. Con l’enciclica Sollicitudo Rei Socialis, i vescovi ricordano che la solidarietà rappresenta “la determinazione ferma e costante a lavorare per il bene comune, cioè per il bene di tutti e di ciascuno, perché noi siamo veramente responsabili di tutti”. LA RESPONSABILITÀ VERSO LE NAZIONI PIÙ POVERE. Ampia parte del documento è dedicata allo studio della solidarietà così come emerge nei testi fondamentali dell’Unione. Un lavoro approfondito, che viene poi messo in rapporto con l’insegnamento sociale della Chiesa e che non può peraltro essere scisso dal principio di sussidiarietà. La Comece insiste sull’applicazione della solidarietà entro il quadro di una “unione politica”, la quale deve avere piena coscienza della sua responsabilità verso i Paesi confinanti e nei confronti delle altre regioni del mondo, ancora oggi segnate dalla povertà, dalla fame, dalle malattie, che a loro volta possono generare emigrazioni, malcontento sociale, guerre o terrorismo. Non manca un invito esplicito, viste le difficoltà in cui si trova l’Organizzazione mondiale del commercio, ad operare sforzi particolari “nella politica commerciale per offrire, nel quadro di una cooperazione multilaterale, ai paesi più poveri una equa opportunità di sviluppo attraverso l’apertura dei mercati europei”. “IL BILANCIO E LE RISORSE COMUNI DEVONO CRESCERE”. La dichiarazione riporta un intero paragrafo di osservazioni e suggerimenti riferiti al budget comunitario per il periodo 2007-2013. “Le disparità economiche si accentueranno nell’Europa a 25 affermano i vescovi -, ma la diversità culturale si arricchirà”. Per attutire i contraccolpi negativi dell’apertura dei confini, consentendo ai nuovi “soci” di migliorare la situazione economica e sociale interna, “bisogna verificare i mezzi finanziari attuali”. Comunque “il bilancio europeo dovrà aumentare”. Una posizione in linea con quella sostenuta dalla Commissione europea (espressamente citata nel documento) circa il budget dei prossimi anni e coerente con l’articolo 3 della prima parte del progetto di Costituzione approvato dalla Convenzione, che afferma: “L’Unione promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri”. Seguono diverse proposte concrete. Infine un suggerimento particolare, a carattere etico-spirituale: “Noi invitiamo i responsabili politici si legge nel testo della Comece a identificare il modo di onorare congiuntamente, in seno all’Ue ampliata, la memoria dei caduti nel corso delle guerre e delle vittime dei regimi totalitari del XX secolo”.