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La dignità della persona

“Parlare con compassione e agire con amore, ma fare tutto il possibile per contrastare le minacce che la società rivolge alla vita umana”. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall’arcivescovo di Glasgow, mons. Mario Conti, durante il convegno nazionale di Life, associazione che da anni si batte a sostegno della vita, svoltosi recentemente a Northampton. Il 2004 è stato dichiarato dalla Chiesa cattolica di Scozia “Anno della vita e della famiglia”. Di fronte alle continue “violazioni della più fondamentale relazione umana, quella tra la madre e il proprio bambino” come può “una società che si fonda come la nostra sui nuclei familiari, non preoccuparsi per i 200mila bambini che ogni anno vengono abortiti nel Paese?” si è chiesto l’arcivescovo. Per mons. Conti “non è sufficiente la semplice condanna all’aborto”; occorre “tentare di comprendere la mentalità delle donne che pensano di interrompere la gravidanza offrendo alternative realistiche e restituendo loro ‘la dignità della maternità'”. Ulteriore preoccupazione è stata espressa dall’arcivescovo di Glasgow per lo sviluppo della fecondazione in vitro e la clonazione, pratiche “che sovvertono l’ordine naturale riducendo la vita umana da dono a prodotto”. Per mons. Conti, “non proibendo in modo tassativo la clonazione umana” il Governo britannico “ha perduto il passo con gli altri Paesi europei e con gli Stati Uniti”. Di qui la necessità di un sempre maggiore impegno per “sostenere il diritto alla vita dell’embrione e, più in generale, di ogni essere umano” attraverso “argomentazioni convincenti ma soprattutto attraverso l’amore” perché, ha concluso rivolgendosi ai rappresentanti delle diverse associazioni presenti, “la vostra testimonianza di cura e sostegno alle madri in difficoltà è l’argomento più persuasivo a favore della dignità della persona umana, tema chiave per cambiare le menti e i cuori della nostra generazione”.